Vibo Valentia: il Sistema bibliotecario vibonese e la Biblioteca di Soriano in crisi economica. La Cultura calabrese è ancora un valore?

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La biblioteca di Soriano è stata fondata nel 1979 come Centro culturale del folklore e delle tradizioni popolari nell’allora Provincia di Catanzaro. Ha riaperto nel 1995, passando da 10.230 a 31.265 volumi. Si troverebbe nuovamente in difficoltà economiche e, questa volta, la chiusura potrebbe essere definitiva. Nelle stesse condizioni il Sistema bibliotecario vibonese che gestisce buona parte delle biblioteche calabresi, che da più tempo si barcamena in analoghe difficoltà tanto che Gilberto Floriani, per lungo tempo responsabile del Sistema bibliotecario vibonese parla di una vera e propria “furia iconoclasta. Si vede – aggiunge – che la notorietà che derivava dall’operare bene e dal prestigio delle due istituzioni infastidivano certi ambienti vicini alla politica. Il ragionamento deve essere stato: perché lasciarla ad altri se possiamo prendercele noi? Quello che non si dice è che le biblioteche pubbliche calabresi e quei pochi sistemi funzionanti, dal punto di vista economico, sono sempre state “muro muro con l’ospizio”, per usare una metafora popolare. E più gli istituti crescevano e facevano cultura minori erano le risorse su cui potevano contare. Le somme elargite dalla Regione dovevano essere rendicontate al centesimo nei tempi prescritti dalla stessa. Peggio ancora per i fondi regionali di origine europea, per esempio quelli per il festival Leggere&Scrivere, che oltre ai controlli regionali erano sottoposti a quelli europei”. In un altro passaggio del proprio post sui social, Floriani aggiunge che “una istituzione culturale grande o piccola che sia ha dei costi, ma questo non lo ha mai voluto capire nessuno, per continuare con le metafore qui si pretendeva di avere “la botte piena e la moglie ubriaca”. Per fare il bibliotecario o l’operatore culturale oltre a una preparazione specifica ci vuole una grande passione per la cultura e per la società di cui si fa parte e una forte capacità di sopportazione per le difficoltà quotidiane. In Calabria è più difficile che altrove per le invidie e i rancori che la visibilità può suscitare. Anche la gestione di questi istituti è molto più complessa di come si tende a fare apparire, ma chi si prende il fastidio di studiare le leggi, gli statuti e i regolamenti? Quando la situazione di queste istituzioni si fa difficile si tende a puntare il dito accusatore contro la figura che per una serie di circostanze ha maggiore visibilità, ma chi va a vedere se gli enti da cui dipendono finanziariamente hanno fatto il loro dovere o si sono preoccupate di trovare soluzione ai vari problemi? Nell’interesse di tutti naturalmente”.
Francesco Rizza

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