Turismo e gastronomia fanno rima in Calabria.

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Turismo ed enogastronomia, binomio imprescindibile in Calabria adesso che la paura per la pandemia inizia a scemare e, con la bella stagione, i turisti riprendono ad arrivare Calabria. È quanto emerge da un’indagine realizzata da Demoskopika, i cui risultati sono stati presentati al Vinitaly nell’ambito di un convegno promosso dalla Regione Calabria. Dai dati della ricerca, in Calabria, nel 2019 il turismo enogastronomico ha rappresentato la principale motivazione di viaggio in Calabria per il 6,8% dei turisti sul totale degli arrivi.

Si stima che i turisti enogastronomici in Calabria siano quasi 130mila generando circa 465 mila presenze, con un giro d’affari (viaggio, alloggio e spesa) pari a oltre 42 milioni di euro. Sempre a detta di Demoskopika, quasi 8 italiani su 10 che dichiarano di conoscere la Calabria esprimono il loro interesse a visitarla. Altrettanto significativo anche l’indicatore della fidelizzazione. Il 93,9% degli italiani che si è recato in Calabria per una vacanza o per un viaggio, almeno una volta negli ultimi anni, ci ritornerebbe nuovamente. La tradizione enogastronomica, risulta tra i driver vincenti del livello di reputazione calabrese insieme al clima, al buon rapporto prezzo/qualità dell’offerta, alla risorsa mare.

E, ancora, alla ricchezza naturalistica dei parchi e all’innata accoglienza dei calabresi. “Il turismo enogastronomico in Calabria – dichiara il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio intervenendo al Vinitaly ad una iniziativa promossa dalla Regione Calabria – si sta affermando sempre più come prodotto trainante dell’offerta turistica regionale, sia a livello economico che culturale. Il sistema turistico regionale con la sua cultura gastronomica di tutto rilievo ne sta prendendo sempre più coscienza. La domanda turistica della Calabria enogastronomica si caratterizza per un andamento in continua crescita, al netto ovviamente della crisi innescata dall’emergenza pandemica. Si sta verificando – precisa il presidente dell’istituto di ricerca – una trasformazione nel comportamento di consumo dell’enogastronomia, da bisogno primario a prima motivazione di viaggio. Sono sempre più frequenti le richieste di itinerari enogastronomici, di spostamenti, anche di breve soggiorno, per visite a cantine o aziende di produzione agricola, ma anche a laboratori di trasformazione che mantengono le tecniche tradizionali del luogo. Tramite le degustazioni dei prodotti locali – conclude Raffaele Rio – il consumatore/turista scopre il territorio, le sue eccellenze e tipicità che lo rendono oltre che appetibile, unico”.
Francesco Rizza

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