Tagli ai fondi nazionali: Il parco nazionale della Sila non ci sta.

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“Una tale confusione nella gestione dei fondi destinati ai Parchi Nazionali Italiani, si traduce in una mancanza di cura e di attenzione al patrimonio naturalistico dell’Italia e dell’Europa tutta, una frenata brusca alla volontà di intraprendere realmente un percorso di transizione ecologica del Paese”.


Lo sostengono Francesco Curcio e Domenico Cervinara, rispettivamente presidente e direttore del Parco Nazionale della Sila relativamente al taglio di 80 milioni di euro di finanziamenti previsti per le aree protette e spostate, con l’entrata in vigore del decre legge “Sostegni” per alleviare il rincaro delle tariffe dell’energia elettrica previste per settembre verranno utilizzati i fondi delle aste 2020 e 2021.


Il trasferimento dei fondi fanno parte di una somma di 177 milioni di euro già già programmati dal precedente ministro, ai quali si aggiungono altri 180 milioni provenienti dalle aste 2021 ancora non assegnati al MITE, restando nelle disponibilità del Tesoro. Al danno si somma la beffa.


Contando su questi 80 milioni di euro, destinati nella programmazione già approvata, sarebbero stati spesi in programmazioni ed attività per la valorizzazione delle aree protette e della biodiversità, attraverso una programmazione che aveva già visto nelle prime settimane di giugno i Parchi protagonisti di workshop formativi per la realizzazione di nuove progettazioni nel programma “Parchi per il Clima”.


Sulla stessa scia del Parco nazionale della Sila la posizione di “Federparchi” il cui presidente Gianpiero Sammuri già negli scorsi giorni con una propria nota aveva sottolineato la gravità dell’azione e di come tutto questo volesse dire tornare indietro e vanificare il lavoro di tutti Parchi già avviato nel mese di giugno.
Successivamente alla pubblicazione del decreto con una nota del Mite sia il ministro Cinciolani che la sottosegretario Fontana avevano ammesso che il trasferimento dei fondi era un errore formale, ma sino al ritorno al proprio posto dei fondi, con l’estate già iniziata e l’arrivo dei turisti il danno ormai è fatto.


A questo punto, insieme ad altre Riserve naturali anche il Parcon Nazionale della Sila aspetta il “Decreto Sostegni bis”, già in esame a Montecitorio, con la speranza che il Governo possa correggere il proprio errore e dimostrare la propria vicinanza alle aree protette italiane che, in un luogo periodo di tagli, già di loro, economicamente non godono di buona salute.
Francesco Rizza

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