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Le trasformazioni dei servizi segreti italiani e l’utilizzo delle informazioni nel contesto della guerra in Ucraina dimostrano quanto l’intelligence sia uno strumento estremamente dinamico, che si evolve costantemente per adattarsi ad un mutato contesto geopolitico, tecnologico e sociale. Ne è convinto il Professor Mario Caligiuri, Direttore del Master in intelligence dell’Università della Calabria, Presidente della Società Italiana di Intelligence (SOCINT) e autore della voce “Intelligence” nell’Enciclopedia Italiana della Treccani. La presa di posizione del professore Caligiuri arriva mentre il sottosegretario Alfredo Mantovano evidenzia che è in corso una “doverosa riflessione pre-politica” in merito ad una potenziale riforma del comparto intelligence italiano. L’idea è insomma quella di riunire l’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE), l’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna (AISI) ed il Dipartimento Informazioni e Sicurezza (DIS) sotto un’unica struttura centralizzata. Per Caligiuri “l’intelligence rappresenta il cuore dello stato e quindi è fondamentale che tuteli l’interesse nazionale. Sicuramente si rendono necessari interventi che tengano conto della metamorfosi del mondo che è in atto, considerando la differenza sempre più sfumata tra sicurezza esterna e interna, la dimensione sempre più prevalente del cyberspazio, nonché di temi come l’intelligence economica, la disinformazione, il disagio sociale e l’impatto dell’intelligenza artificiale, temi di assoluta rilevanza anche per i nostri Servizi. Di conseguenza, è importante riflettere su come aggiornarli nel modo più opportuno”. A detta dello stesso docente “è perfettamente normale che il Governo eserciti le proprie funzioni, compiendo valutazioni e provvedendo alle nomine relative. Personalmente, non ritengo affatto che l’Arma dei Carabinieri, che ha una storica e capillare dimestichezza con l’intelligence, sia poco considerata. Pensiamo per esempio a Mario Parente, che è stato Direttore dell’AISI per 8 anni consecutivi, dal 2016 al 2024, con risultati rilevanti”. In questo scenario, la nomina della Direttrice Elisabetta Belloni a guida della nuova organizzazione, per Caligiuri “è più che opportuna, e non solo perché, per la prima volta, una donna è stata nominata ai vertici dell’intelligence italiana. Avendo ricoperto incarichi prestigiosi, come quello di Segretario Generale della Farnesina, ha infatti sviluppato competenze particolarmente preziose nella conoscenza delle dinamiche globali. Di conseguenza, ha una visione internazionale dell’azione dei Servizi, indirizzando quelli italiani nel modo più consono per la tutela della sicurezza e del benessere dei nostri cittadini. Il mondo sta cambiando sempre più rapidamente e di conseguenza i Servizi hanno abbandonato quell’aura di riservatezza che era necessaria durante la Guerra Fredda. Oggi, le agenzie d’intelligence si manifestano sempre di più per quella che è la loro funzione: quella di strutture di tutela della democrazia, orientate a soddisfare un bisogno di trasparenza piuttosto che di segretezza”. In un altro passaggio del proprio intervento, Caligiuri ritiene che “mai come in questo conflitto l’intelligence è stata al centro dell’attenzione mediatica: ogni giorno assistiamo a dichiarazioni da parte dei Servizi all’interno dei notiziari televisivi e delle prime pagine dei quotidiani in tutto il mondo. Chiaramente, la comunicazione strategica è una questione estremamente delicata, soprattutto in tempo di guerra. È importante ricordare che i Servizi non agiscono in modo autonomo, ma dipendono dai Governi, anche quando rilasciano dichiarazioni pubbliche. In relazione all’inedita apertura del settore, un altro fenomeno è quello di una crescente politicizzazione dell’intelligence, diventata anche materia di conflitto politico. Ad esempio, durante il Governo Conte II, ci fu un acceso dibattito sulla necessità o meno di nominare un’Autorità Delegata. Per lo stesso motivo, nel nostro sistema istituzionale il Presidente del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica (COPASIR) è obbligatoriamente per legge un esponente dell’opposizione. In questo momento, Lorenzo Guerini, che è ritornato nel ruolo dopo essere stato anche Ministro della Difesa”. Relativamente ai documenti servizi segreti a disposizione degli studiosi, per il professor Caligiuri “é fondamentale distinguere accuratamente le fonti, analizzare i documenti in modo critico e condurre le ricerca in maniera oggettiva, evitando, per quanto possibile, di cedere alle lusinghe delle ideologie e del politicamente corretto. Tra l’altro ce lo ricordava Friedrich Nietzsche: “Non esistono fatti, esistono interpretazioni”.
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