Stabilizzazione degli Operai già precettori in deroga. Lo chiede la Giunta petilina a Governo e regione.

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  Il Governo e la regione Calabria stabilizzino gli operai  ex precettori di mobilità in deroga. E’ questa la richiesta della Giunta comunale di Petilia Policastro che, presieduta dal sindaco Amedeo Nicolazzi, ha indirizzato allo Stato ed alla  Regione un atto di responsabilità nei confronti di quegli operai che, dal 2016, rappresentano una risorsa preziosa per numerosi Comuni calabresi, ma anche per altre Istituzioni.

 Per sole 500 euro al mese, per un lungo periodo, gli stessi operai hanno lavorato pure a Petilia Policastro dove, nonostante una pianta organica risicatissima a causa dei numerosi pensionamenti ed all’impossibilità per il covid di espletare i concorsi banditi, sono quotidianamente tante le problematicità per un Comune con un territorio molto ampio in cui al centro abitato si sommano le frazioni di Foresta, Camellino e Pagliarelle; quest’ultima con una popolazione di poco più di 1500 abitanti.  Negli ultimi tempi, purtroppo, la Regione ha sospeso le indennità degli Operai che, ovviamente, hanno interrotto le proprie attività.                                                                                                  

Nella propria determina, richiedendo un intervento del Governo e della Regione, la Giunta petilina ritiene “ingiusto e non più tollerabile” abbandonare questi lavoratori nel totale precariato fonte a riconoscimenti irrisori considerato che continuano a supportare alla sempre affannosa e cronica carenza di personale di Enti e Ministeri e che rischiano dopo anni di tirocinio di espulsi dal mondo del lavoro.

 Nelle scorse settimane, anche gli operai in deroga assegnati al Comune di Petilia  Policastro avevano preso parte all’ ennesima manifestazione svoltasi a Catanzaro nei pressi del palazzetto regionale ricevendo rassicurazioni da parte del presidente facente funzioni Spirlì che, però, ad un certo punto non reggendo alle rimostranze degli stessi Operai si era sottratto al confronto. Da allora, nessuna novità si è registrata nemmeno sotto Natale e l’imminente fine della legislatura non fa prevedere nulla di buono neppure per i prossimi mesi.

Francesco Rizza

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