SPECIALE: Poleis della Magna Graecia in Calabria: Riflessi delle Antiche Poleis nel presente.

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Nella suggestiva cornice della Calabria, persistono tracce tangibili dell’antica Magna Graecia, testimoniando l’influenza indelebile delle poleis magno greche su tutta la regione. L’eredità di Rhegion, Sibaris, Kroton e Locri Epizefiri e altre città-stato si riverbera ancora oggi attraverso le testimonianze archeologiche, che resistono in tutta la penisola calabra.

I coloni greci, portatori di stili di vita e arti sofisticate, trovarono un territorio fertile, una cultura emancipata regolata da leggi e governi stabili, integrandosi bene con le antiche popolazioni italiche. Il flusso massiccio di arrivi  dall’Attica, dovuti ai vari conflitti e alle tirannie, arricchirino  ancor di più le fiorenti polis italiche, rendendole vere e proprie Città Stato italiote, tanto da far guadagnare  all’intero territorio  l’appellativo di (Megale Hellas) cioè Magna Graecia.

In Calabria, le antiche poleis offrono un prezioso spunto di riflessione su come il passato possa illuminare il presente.

Oggi un’inversione di tendenza e una sempre più risicata economia ci spinge a rivedere un modello di sviluppo simile a quello utilizzato dalle antiche poleis e parlare di Aree vaste e di città Metropolitane diventato argomento molto diffuso. L’approccio collaborativo tra Comuni rappresenta dunque una strategia vincente, capace di generare sinergie positive e di massimizzare i risultati, sia in termini di tempestività nella realizzazione dei progetti che di riduzione dei costi complessivi. Un’amministrazione condivisa del territorio, fondata sulla cooperazione e la condivisione di competenze, si tradurrebbe in benefici tangibili per l’intera comunità, promuovendo un’efficace governance locale e contribuendo a un migliore utilizzo delle risorse pubbliche.

 

Esempio importante è quello di Lamezia Terme, una delle maggiori città calabresi nata negli anni Sessanta dall’unione di Nicastro, Sant’ Eufemia e Sembiase che proprio per questa intuizione, allora meno scontata di oggi, è riuscita a diventare una delle maggiori Città calabresi. Qualcosa di simile, anche se per il momento, con meno fortuna, è stata fatta da Rossano e Corigliano, ma anche dai “Casali del Manco” in provincia di Cosenza. Mentre la provincia di Reggio Calabria è diventata “Città Metropolitana”, almeno a livello di discussione, anche nel crotonese si inizia a parlare di Aree vaste.

Il legame tra cultura, politica e convivenza emerge come un filo conduttore, invitando a riscoprire e valorizzare un patrimonio unico che continua a plasmare l’identità di questa affascinante regione. Buona lettura

Gianni De Simone – ideatore de il CalabrOne

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