Speciale Costa dei Saraceni

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Speciale Costa della Magna Grecia

«Tutti i popoli hanno bisogno di una Storia nazionale, perché contribuisce a creare l’immagine di loro stessi e dona la sensazione di una identità collettiva…»

Jhon Huxtable Elliott.
Ricostruire la nostra storia non è cosa
semplice, anzi al contrario è molto complicato, ma è necessario farlo. Punto
di riferimento da dove ripartire è sicuramente la ricostruzione del miglior periodo che abbiamo avuto, cioè l’epoca della Magna Graecia, valorizzando meglio l’immenso patrimonio immateriale, incentivando letteratura e scrittura e il patrimoni materiale, attraverso immagini di opere d’arte e con monumenti da dedicare ai nostri miti e leggende. Con queste parole avevamo aperto l’editoriale del numero precedente consapevoli che il numero successivo sarebbe stato dedicato in prevalenza a far emergere il patrimonio magnogreco di quest’area e quasi ad auspicare l’arrivo di Movimenti ad esso ispirati, per riscattare un territorio e dare pari dignità alla sua popolazione.
Impropriamente definita, a mio avviso, Costa dei Saraceni, in questo tratto della Provincia di Crotone, prevalgono un patrimonio inestimabile e numerossissime vestigia della Magna Graecia. Ricca di: castelli, torri, bastioni, fortificazioni, parchi archeologici e musei è una fra le coste più interessanti della regione Calabria; i suoi tanti figli illustri: in primis Pitagora con la scuola filosofica; Democede e Alcmeone e la scuola medica; Milone e Faillo nell’atletica, resero questo luogo celebre in tutto il Mediterraneo tanto da essere definito (Megale Hellas) cioè Grande Grecia. Oggi restano tracce dei templi innalzati alle divinità ed ancora affiorano importanti reperti nonostante i molteplici saccheggiamenti che quest’area ha subito nel corso dei secoli. Da citare fra questi il Diadema di Hera Lacinia, (la corona in oro, uno dei reperti più importanti e non adeguatamente valorizzato), rinvenuto negli ultimi anni del secolo scorso e raccontato nell’articolo a pag. 22/23 dall’archeologo Roberto Spadea, responsabile delle ricerche.
Il colore che prevale e che abbiamo scelto per questo numero è il giallo oro, una energia molto forte che simboleggia il Sole; nelle civiltà antiche l’oro era associato al potere, sia divino che temporale; le sacerdotesse e le vergini vestivano di colore giallo zafferano ed è stato sempre usato come protezione dalle negatività. Il giallo, il colore dello spettro della luce situato fra l’arancione ed il verde, esprime il sole, il giorno, la chiarezza, il movimento, la liberazione, la leggerezza, la conoscenza, il cambiamento, il futuro; è la forza di volontà, della saggezza dell’intelletto e nutre e stimola l’intelligenza: valori questi che auspichiamo ritrovare per dare a tutti noi una ventata di energia nuova per realizzare un presente più vivibile ed un futuro migliore.
Nei prossimi numeri parleremo della Costa degli Achei, da Cariati fino a Rocca Imperiale, che insieme alla Costa dei Saraceni, auspichiamo e ci piacerebbe fosse denominata Costa della Magna Graecia.
Buona lettura.

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