Speciale Cerenzia

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BILANCI, NUMERI, PROGETTI PER IL FUTURO DELLA NOSTRA INIZIATIVA
Quarantamila copie pubblicate, quindici numeri realizzati, più di settemila copie spedite in Italia e all’estero, oltre centoventi inserzioni pubblicitarie, ottantotto punti vendita sparsi fra le province di Crotone, Cosenza e Catanzaro.

In dette pubblicazioni sono stati realizzati 9 speciali che hanno visto coinvolti i paesi di Roccabernarda – Petilia Policastro – Cutro – Santa Severina – Melissa – Crotone – Parco Nazionale della Sila – Paesi Arbereshe della provincia di Crotone – Cirò/Cirò Marina e questo su Cerenzia; sessantaquattro il numero delle pagine ormai consolidate da più uscite, con quattromila copie a pubblicazione, quattordici pagine di inserzioni pubblicitarie, ventotto articoli, tante illustrazioni e foto che occupano cinquanta pagine dedicate alla promozione del territorio.

Con le prossime edizioni la rivista passerà da 4.000 a 10.000 copie ad uscita, con una distribuzione in edicole di tutta la Regione Calabria.
Akerentia, Acerenthia, Cerenzia, l’evoluzione del nome ci fa capire subito che si tratta di un paese di antichissima storia. Oggi più di 1200 anime abitano questo straordinario e sorprendente luogo a più di 600 metri di altitudine con un clima mite ed un suggestivo panorama. Le rupi arenarie fanno da cornice alle ricche valli e agli appezzamenti terrieri; è qui che l’ulivo spadroneggia sulle altre colture.

La spontaneità di diverse specie di piante ne fanno luogo ricco di biodiversità; quelle che prevalgono sono la liquirizia e il cappero, che per la loro abbondanza e il prolungamento della fioritura, potrebbero essere sfruttate a livello industriale come dice la prof. Rita Cardamone nel suo articolo a pag. 24.
Le pestilenze, i terremoti del passato, i saccheggi, le note vicende dell’unificazione d’Italia, fecero decadere questo luogo tanto da renderlo ostile alla vita dell’uomo nel recente passato. Oggi un’inversione di tendenza alla vita di Città, e la crisi economica fanno intravedere un possibile futuro rivolto ad una economia agro turistica e alla produzione e commercializzazione dei prodotti della terra, come scrive il prof. Capozza nel suo articolo di pag. 28.

Altro fiore all’occhiello è l’antica storia, che se inserita in un “distretto culturale archeologico dell’area ionica”, come auspica nell’articolo il prof. Giuseppe Condello a pag. 24, potrebbe essere una prospettiva futura di sviluppo.
Le tradizionali rubriche fanno da corona a questo “speciale Cerenzia”.
A tutti buona lettura.

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