“Si riapra il Museo di Crotone”. Lo chiede, per una città poco attenta alle proprie risorse culturali, la senatrice Margherita Corrado.

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“La mancata riapertura del museo archeologico nazionale di Capo Colonna entro il 30 giugno e la farsa dell’accesso consentito, dall’undici luglio (in realtà parziale e saltuario, per non dire schizofrenico), nell’omologo Istituto statale di via Risorgimento, a Crotone, sono l’oggetto dell’ennesima nota rivolta in queste ore al direttore generale Musei, al segretario generale e a quello regionale del Mibact, nonché ai Carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale di Cosenza”.                                                                                                

Lo comunica la senatrice pentastellata Margherita Corrado, membro della commissione cultura con un comunicato stampa nel quale si aggiunge che  “Per conoscenza  il testo è stato inoltrato anche al ministro Franceschini e alla sottosegretaria Orrico. La pazienza dei crotonesi è esaurita, ho ribadito, insieme a qualsiasi fiducia nella volontà non meno che nella capacità del direttore dei due musei, Gregorio Aversa, e della direttrice regionale, Cucciniello, di affrontare e risolvere una situazione che si sono dimostrati del tutto incapaci di gestire, resa insostenibile dalla pandemia, ma risalente nel tempo e irreversibilmente aggravatasi dal 2018, con l’arrivo in Calabria della stessa Cucciniello, a causa del suo compiaciuto immobilismo”.                                                                                                        

Spiegando il proprio punto di vista, la Corrado che prima di essere eletta in Parlamento era una archeologa con contratto a part time con la Sovrintendenza calabrese evidenzia come “nel   caso di Capo Colonna, in particolare   il cinismo della dirigente arriva al punto di ‘spogliare’ il museo di parte del suo personale per il secondo anno consecutivo allo scopo di trasferirlo alla fortezza di Le Castella. Ho chiesto, perciò, non solo l’immediata riapertura di entrambi i musei crotonesi, scrigni delle straordinarie quanto trascurate memorie di Kroton, ma anche che la Direzione generale Musei intervenga d’imperio avocando finalmente a sé la guida dei due Istituti ed esautorando i dottori Aversa e Cucciniello per manifesta e reiterata inadeguatezza ai rispettivi ruoli”

 Con una millenaria storia alle spalle e numerosi reperti archeologici ancora da scoprire, sotto l’Ospedale ed il vicino campo sportivo, ma anche nella dismessa area industriale che ha ospitava le fabbirche della Pertusola, il Capoluogo del medio jonio calabrese non sembra in grado di gestire la propria ricchezza storica e culturale a cui, secondo il pensiero di tanti, non è granché interessata nonostante circa 63 milioni di euro aspettano di essere spesi con un progetto che dovrebbe riportare alla luce l’ antica Kroton.

Per rendersi conto di questo, basta pensare che dall’aprile 2018, quando si scoprì che vi erano state seppellite scorie radioattive, continua ad essere chiuso il castello di Carlo V che al proprio interno ospita il Museo civico e la Biblioteca comunale che da oltre due anni non sono a disposizione della popolazione cittadina e dei suoi visitatori. Alla bonifica del castello sono stati destinati quattro milioni e duecentomila del finanziamento del progetto “Antica Kroton” ma pure questa bonifica non più rinviabile non sembra affatto vicina.  Francesco Rizza

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