SERAPHINUS PARISI EPISCOPUS ANNO DOMINI MMXXIII Il “servo di Dio” nel quale il Signore si compiace

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Ad un anno dalla nomina di Vescovo di sua Ecce. Rev. Mons. Serafino Parisi, illustriamo un breve excursus del suo primo anno di apostolato nel territorio lametino.

Durante il suo primo anno di Ministero Episcopale, Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Serafino Parisi ha condotto una serie di visite pastorali per acquisire conoscenza delle realtà dell’ampio e variegato territorio diocesano. Il nuovo Pastore ha incontrato circa duemila cittadini delle diverse località, per illustrare quell’ l’idea di Chiesa, per come la si vorrebbe realizzare, puntando molto sulla necessità della formazione e del lavoro, nei vari ambiti. In seguito ha intrattenuto incontri con i ragazzi di tutte le scuole del territorio lametino, costituendo un impegno sentito e importante.

Già giornalista pubblicista e autore di notevoli pubblicazioni, Sua Eccellenza è referente degli uffici diocesani per le comunicazioni dei servizi sociali, a cui fanno capo le riviste cattoliche delle varie sedi episcopali della Calabria, poiché con il suo occhio limpido e attento, è particolarmente vicino alle problematiche e alle esigenze dei giovani.

Monsignor Serafino Parisi, virtuoso tra virtuosi, ha istituito dei ritiri a cadenza mensile per il clero e i diaconi, in cui i religiosi con l’annientamento del proprio “io” e la contemplazione della “parola,” coniugata alla preghiera ed esercizi spirituali, sono volti

al raggiungimento della perfezione dell’anima.

Chi ha avuto la gioia e la grazia di conoscere Sua Eccellenza quand’era ancora un giovane reverendo, ne custodisce ancora vivido e caro il ricordo, poiché alcuni religiosi sono realmente una benedizione per chi li incontra sulla propria strada. Ovunque egli si recasse, chiunque vedeva in lui un esempio brillante, una guida fulgida per le giovani vocazioni, come i riflessi cangianti di una rara gemma preziosa. Per  tali spiccate ed elevate qualità, da biblista ha impartito lezioni a cadenza quindicinale per la ”scuola Biblica diocesana” “Shekhinah” (tenda della presenza o dell’incontro), con argomentazioni per l’introduzione alla lettura critica della Bibbia attraverso i testi legati agli  “Atti degli Apostoli”, lezioni particolarmente partecipate .Per il prossimo anno pastorale la Diocesi  ha  annunciato l’inizio dei corsi per la “Scuola dei Ministeri ”Tikuàn”, (speranza) in cui si terranno lezioni nell’ambito della scritturistica (introduzione critica alle sacre scritture), nell’ambito della teologia morale (teologia morale fondamentale), nell’ambito della teologia sistematica (introduzione al mistero di Cristo e antropologia teologica), e nell’ambito della teologia pastorale (teologia dei ministeri) finalizzata alla conoscenza, a motivare il servizio che si rende all’interno della comunità ecclesiale, con particolare attenzione ai giovani sacerdoti, se pur costituita da un clero ben formato, con incontri potenziati.

Il programma pastorale diocesano si arricchisce anche di una pastorale familiare per le coppie, una pastorale per i sacerdoti giovani, una pastorale anche per i seminaristi con il vicario per il clero, una pastorale vocazionale e una giovanile. Inoltre il nuovo Vescovo ha intrattenuto consigli pastorali parrocchiali e consigli per gli affari economici, con incontri con le diverse parrocchie che comprendono le otto vicarie foranee; successivamente ha ritenuto opportuno, per motivi logistici, di accorparne alcune riducendole ad un numero di cinque.

Per quanto riguarda il piano interno vicario generale, ha assegnato nuove nomine per i vicari episcopali; vari delegati per la vita religiosa da condurre in modo collegiale, e per la vita diocesana, coordinati tra di loro, ognuno nel proprio settore. La cura per la” predicazione” si è svolta con messaggi legati all’attualità. Sono proseguite le varie attività legate al Sinodo, per il quale si è scelto come cantiere, quello della “diaconia e formazione”, che coinvolge le parrocchie ed espressioni laicali. Saranno fissati due giorni di programmazione pastorale, con i direttori dei vari uffici pastorali e i componenti della “consulta dei laici”, organismo che comprende tutti i gruppi e organizzazioni, che coinvolge attivamente la componente laicale, e ne sperimenta la pratica della sinodalità. Per quanto riguarda i progetti futuri si proseguirà a rotazione il cambio dei parroci ogni nove anni, si affronteranno le tematiche per il consiglio presbiteriale ed il consiglio pastorale diocesano, punti delicati. Si avvieranno dei laboratori preposti per le istituzioni religiose, politiche e civili. Per il periodo di maggio e giugno sarà affrontato il tema della “fraternità e comunione”; le festività patronali, anche se sono motivo di individualismi, dovranno diventare occasioni per l’elaborazione di un programma unito e non dispersivo che dia un esempio di unità per la città di Lamezia. Con l’esempio che la Chiesa può dare unitamente, per connettere le varie realtà in un’unica comunità. Un altro punto rientrante nei programmi futuri riguarda anche le comunità parrocchiali della diocesi con risvolti sociali. Infatti si favorirà l’idea del complesso interparrocchiale di S. Benedetto, ovvero “della Cittadella della carità,” in cui vengono erogati dei servizi sociali, tra cui il servizio mensa, a cura della Caritas, con ospiti, e attraverso la disponibilità di un ambulatorio solidale è possibile usufruire di assistenza sanitaria. In questo plesso è presente anche   un centro diurno; e a breve si effettuerà il trasferimento di un servizio docce e lavanderia, dalla Cattedrale a quest’ultimo; inoltre, verrà stipulata una convenzione gratuita con i mezzi pubblici, per offrire la possibilità a coloro i quali volessero raggiungere il sito ove è   ubicata la” Cittadella della carità”. Con l’augurio per il nuovo Vescovo che gli anni futuri di episcopato nella diocesi lametina possano essere anche più fruttuosi di quello appena trascorso. E per i fedeli della Chiesa che ha sede in Lamezia Terme che possano fare tesoro dei preziosi insegnamenti di Monsignor Serafino Parisi, volgendosi al proprio Pastore, come verso il bagliore della luce di un faro, nella tempesta delle proprie esistenze, per l’approdo ad un porto sicuro.

 

 

Rita Antonella Cardamone

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