SANTA SEVERINA – Caffè Letterario: quando la voce di un fuori sede del Sud diventa diventa un racconto di memorie

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

 

Il 30 dicembre 2023, nella cornice storica di Santa Severina (KR), uno dei borghi più belli d’Italia svettante tra i monti della Sila e il Mar Ionio e incastonato in un tempo imperituro “amico” degli uomini e della storia perché ne conserva le tradizioni e le testimonianze del passato, presso il Museo del Caffè in piazza Campo si è svolto il “Caffè Letterario. Rassegna Culturale. Incontri con l’autore, intermezzi musicali e artistici, degustazione caffè”, evento organizzato,  dal Museo del Caffè e dalla casa editrice PUBLIGRAFIC di Cotronei (KR), in collaborazione con il Comune e la Pro Loco di Santa Severina, l’Associazione dei Borrelliani e l’Università Popolare Mediterranea (UPMED)

In questo sfondo suggestivo, sono stati introdotti dal dott. Bruno Cortese i due romanzi di Michele Naddeo, Fisiologia e Patologie dell’amore. Memorie Senesi di uno studente fuori sede e Benedetta New York. Memorie Senesi di un laureato fuori sede. L’evento è stato moderato dalla dott.ssa Monica Cafarelli, la quale ha intessuto un dialogo con l’autore, ed impreziosito dal personale contributo offerto dalla dott.ssa Giulia Giordano, che ha condiviso le sue sensazioni emerse dalla lettura delle due opere.

Il primo romanzo prende forma nell’autunno del 1986. Marco è un neodiplomato, cresciuto in un paesino della provincia di Benevento, e che si accinge a partire per una nuova unica avventura: la vita universitaria senese, esplorata con gli occhi di un fuorisede del sud. Iscritto alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, nella città del Palio e delle contrade Marco esperisce un turbinio di sensazioni, di emozioni. È sostanzialmente affamato di vita, e si propone come la rappresentazione di tutti coloro i quali sono cresciuti sin da piccoli con la consapevolezza di cercare il proprio futuro fuori, in quell’altrove che prende forma da Roma in su. Lontano dagli affetti, dalle radici, un altrove pieno di ostacoli che hanno forgiato e che continueranno a forgiare ragazzi e ragazze che si sono dovuti reinventare o si dovranno reinventare in questo locus che, non sempre, si può definire amenus.

A rendere più leggero quel macigno che tutti loro trasportano in quei bagagli dove rimane sempre un po’ il sapore di casa e di mamma, pur se ormai consapevoli di piantare radici in luoghi altri e lontani, è la scrittura di Naddeo: l’io narrante è sempre presente con descrizioni che rendono vivide le immagini agli occhi del lettore senza mai appesantirlo, e innescano quella giusta curiosità di andare a vivere proprio quelle strade senesi, di respirare i paesaggi, e di assaporare quei vini rossi che colorano la tradizione culinaria toscana. La voce di Naddeo, in parte autobiografica, ha quella forza di diventare la voce di tutti gli studenti, anche di coloro i quali si sono seduti tra i banchi degli atenei vent’anni dopo.

L’impulso di universalità che caratterizza le pagine di questo romanzo è dato dai ricordi, dai sacrifici, dai sorrisi, dallo spirito di squadra, dagli incontri, dalle amicizie e dall’amore, tutti tasselli attraverso i quali il protagonista potrà costruire la sua nuova immagine, ormai cambiata dalle esperienze senesi vissute che lo condurranno alla sua formazione di uomo.

Proprio l’amore, che lascia un tocco di amarezza al lettore nelle battute finali del romanzo, un ossimoro che commuove e al tempo stesso ammalia, si propone come il punto di contatto da cui prende vita Benedetta New York, sequel di Fisiologia e Patologie.

Il primo romanzo chiude le sue pagine con l’atterraggio del protagonista in un luogo “altro” per iniziare il suo percorso di specializzazione medica in cardiochirurgia: New York, lontana da Siena, dagli affetti, dagli amici, dai ricordi che Marchino porterà comunque con sé e che saranno il trait d’union tra l’America e l’Italia. La grande Mela, totalmente distante nelle sue fattezze ed essenze caratterizzanti dai paesaggi verdi, incontaminati e antichi della Toscana.

Il secondo romanzo si apre, per l’appunto, proprio nel luogo in cui il lettore e il protagonista si sono lasciati, ma ad attenderli ci sarà una sorpresa: Benedetta, bellissima ragazza di Vinci, conosciuta da Marco già nel primo romanzo. Non è un caso, infatti, che il romanzo prenda il titolo di Benedetta New York.

Attraverso il personaggio di Benedetta, l’opera di Naddeo dà vita a uno dei temi fondamentali su cui si basa l’intera narrazione e che crea, come tanti altri temi motori dell’opera, continuità con il romanzo precedente: l’amore. Se in Fisiologia e Patologie dell’amore Marchino, e conseguentemente il lettore, sperimentano i colori ingenui e puri del primo amore, di quell’amore che fa battere forte il cuore per la prima volta e fa sentire ogni uomo invincibile ma che al suo – eventuale – volgere distrugge ogni speranza, in Benedetta New York arriva un’esperienza sentimentale nuova, meno romantica e più carnale. L’amore assume infatti sembianze nuove, meno eteree e più concrete, consentendo così allo scrittore di sviluppare e far trapelare attraverso questo topos letterario il processo di evoluzione e maturazione di Marchino come uomo, e non più come giovane studente alle prime armi con le difficoltà, con le salite o con i piaceri della vita.

Il processo di crescita del protagonista, affrontato per via sentimentale, è una climax in costante ascendenza; proprio grazie ai nuovi tocchi dell’amore, infatti, lo scrittore permette al personaggio di scavarsi dentro, di dare spazio alle proprie riflessioni interiori che irrompono nella narrazione. Questo processo di maturazione inizia a muovere i primi passi già all’inizio del romanzo, anticipando quasi al lettore che i nuovi spazi e le nuove avventure, i ricordi e il ritorno nei luoghi del passato, saranno vissuti, sperimentati, rievocati, rivissuti da un giovane uomo che acquisisce nuove consapevolezze.

Tuttavia, un evento tragico piomba senza alcun preambolo nella vita di Marco, il quale sarà costretto a dire addio al suo sogno americano e a ritornare in Italia, di nuovo a Siena, dove ricostruirà la sua vita da specializzando in Cardiochirurgia a Le Scotte, ricomponendo tutti quei pezzi che avevano composto il suo puzzle di vita studentesca nella città toscana.

Ritornano dal passato senese gli amici, i vicini di casa, i luoghi del cuore e quel primo amore che in Fisiologia e Patologie aveva lasciato il lettore con un retrogusto dolceamaro e che ora, invece, si veste di un nuovo abito.

Con la sua scrittura, Michele Naddeo vive attivamente i cambiamenti di Marchino, celandoli nell’uso nuovo che fa delle parole, e ancora una volta imprime sui fogli la storia di tutti: Marco, Benedetta, Gianni e Valeria, Lauretta, zio Alfredo, gli anziani coniugi vicini di casa e tutti gli altri personaggi rappresentano tutte le possibili rifrazioni attraverso le quali il meraviglioso caleidoscopio dell’umanità si mostra al lettore attento a coglierne ogni sfumatura.

di Monica Cafarelli, 16.01.2023

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp