ROMA – Papa Francesco cita Gioacchino da Fiore nel “Messaggio per la giornata mondiale di preghiera per la cura del creato”.

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La riconoscenza del Presidente del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti

Papa Francesco cita Gioacchino da Fiore nel “Messaggio per la giornata mondiale di preghiera per la cura del creato”.

“Mi piace ricordare quel grande visionario credente che fu Gioacchino da Fiore, l’abate calabrese “di spirito profetico dotato”, secondo Dante Alighieri: in un tempo di lotte sanguinose , di conflitti tra Papato e Impero, di Crociate, di eresie e di mondanizzazione della Chiesa, seppe indicare l’ideale di un nuovo spirito di convivenza tra gli uomini, improntata alla fraternità universale e alla pace cristiana, frutto di Vangelo vissuto “.
È uno dei passaggi importanti del Messaggio di Papa Francesco che il presidente del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti ha più volte incontrato donandogli la “Concordia del Nuovo e dell’Antico Testamento ” ed Il Libro delle Figure.
In una lettera indirizzata a Riccardo Succurro , il Sommo Pontefice “assicura un ricordo nella preghiera per tutti i collaboratori del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti
affinché possano vedere coronati di frutti positivi gli sforzi dispiegati in favore della diffusione del pensiero di Gioacchino da Fiore”.

Gioacchino da Fiore è un monaco-teologo che ha elaborato nel XII secolo un complesso ed originale pensiero profetico basato sulla esegesi concordistica della Bibbia e sulla teologia trinitaria della storia.
Gioacchino da Fiore
è l’apocalittico che più ha influito su tendenze e movimenti profetici e millenaristici dell’ Occidente medievale e moderno.
La sua visione della storia si fissa nelle immagini e nei calcoli di una rigorosa teologia simbolica e, nella
Storia della salvezza, l’Età dello Spirito rappresenta la piena realizzazione dell’Età del Figlio.
Nelle sue opere Gioacchino da Fiore introdusse un concetto nuovo rispetto al precedente millennio cristiano:
Cristo è l’ asse dei tempi, è il centro della storia.
La storia dell’umanità per Gioacchino è storia della salvezza; sull’intero corso dei tempi del Vecchio e del Nuovo Testamento domina la Trinità: il Padre, autore di tutte le cose; il Figlio che si è degnato di condividere il nostro fango; lo Spirito Santo, di cui dice l’Apostolo “Dove c’è lo Spirito Santo ivi è la libertà”.
Per Gioacchino da Fiore l’Età dello Spirito Santo non rimpiazza l’Età del Figlio, ma la porta a compimento dall’interno. L’abate florense è “lo storiografo dello spirito” che legge una visione adeguata del presente e prospetta l’ordito provvidenziale della prossima età salvifica.

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