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ROMA – Si è spento all’età di 78 anni Roberto Spadea, archeologo calabrese tra i più autorevoli studiosi della Magna Grecia e figura storica della Soprintendenza archeologica della Calabria. Era ricoverato da una settimana all’ospedale San Camillo di Roma per complicazioni polmonari, che ne hanno causato il decesso.
Nato a Catanzaro il 17 marzo 1947, Spadea aveva compiuto i suoi studi universitari alla Sapienza di Roma, dove si era laureato in archeologia per poi perfezionarsi presso la Scuola nazionale di archeologia. Fin da subito, il legame con la sua terra d’origine ha guidato le sue ricerche, con uno sguardo sempre rivolto alla Calabria antica, dalla Magna Grecia alle popolazioni italiche.
Dopo una prima esperienza alla Soprintendenza archeologica per il Lazio, nel 1978 fu trasferito in Calabria, presso la sede di Reggio Calabria, sotto la direzione di Giuseppe Foti. Nel 1980 iniziò a operare nel territorio di Crotone e del catanzarese, diventando figura di riferimento per gli studi e gli scavi nell’area.
Come responsabile del laboratorio di restauro di Reggio Calabria, Spadea ebbe un ruolo centrale nella tutela e conservazione dei celebri Bronzi di Riace, seguendo direttamente gli interventi di restauro più delicati, tra cui lo svuotamento delle statue eseguito nel 1994. La sua competenza tecnica e scientifica ha lasciato un segno profondo nella cura di questi capolavori dell’arte classica.
Tra le sue più importanti scoperte archeologiche si ricordano quelle nel santuario di Hera Lacinia a Capo Colonna, in particolare l’individuazione dell’edificio B, contenente il cosiddetto “tesoro della dea”, e le ricerche nel temenos sacro e nei santuari di Vigna Nuova e Sant’Anna di Cutro. I suoi lavori hanno contribuito in modo determinante alla conoscenza del paesaggio sacro dell’antica Kroton.
Roberto Spadea lascia un’eredità scientifica profonda e un esempio di dedizione al patrimonio culturale della Calabria. Con la sua scomparsa, il mondo dell’archeologia italiana perde una voce autorevole, discreta e appassionata, che ha saputo restituire valore e dignità ai luoghi e ai reperti della storia antica del Sud.
I funerali si terranno a Davoli in provincia di Catanzaro in data da stabilire.
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