Quei murales che a Riace danno fastidio….. Si vuole davvero cancellare il ricordo di Mimmo Lucano?

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Il suo insediamento  a Sindaco di Riace, essendo al momento dell’elezione un Vigile Urbano anche se part time e quindi impiegato dello stesso Ente, è parsa a molti illegittima ma ancora adesso che è stato assunto con la stessa mansione in un Comune limitrofo  Antonio Tifoli continua a fare la guerra al suo predecessore.

Quel Mimmo Lucano che dopo aver farro del Comune riacese, uno dei Borghi più belli d’Italia, la capitale dell’ accoglienza del borgo divenuto multietnico, è stato fatto fuori “manu militari” da una Magistratura che a molti sembrò avesse accettato “l’editto bulgaro” dell’allora ministro agli Interni Matteo Salvini.

murales lungo le vie del centro storico di Riace, e gli archi in legno lamellare all’ingresso di via Garibaldi, in piazza Municipio e in via sant’Anna, quindi sostanzialmente su suolo pubblico, sono stati eseguiti con regolare autorizzazione da parte degli enti preposti? Risultano da intralcio al normale transito come lamentato da alcuni cittadini?

E’ questo il contenuto di una lettera che il sindaco Trifoli lo scorso 27 agosto ha indirizzato all’ufficio tecnico  ed a quello della vigilanza del Comune da lui guidato. E già immaginiamo la soddisfazione, anche vari settori della politica nazionale potranno prendersi qualora la risposta sarà quella, probabilmente, desiderata che potrebbe autorizzare la maggioranza comunale di centro destra a coprire di pittura i murali riacesi.

Evidentemente, in una Calabria dalle mille urgenze in cui la popolazione non sembra più neppure nelle condizioni di indignarsi, sono queste le notizie che dovrebbero indignare quella società civile che su molti temi non sembra più capace di scendere in campo. Anche il centro sinistra calabrese e le rappresentanze sindacali, se non hanno ammainato completamente le proprie bandiere ideologiche, su temi come questi dovrebbero trovare il coraggio di scendere in campo. Se non ora quando?

   Una cosa, infatti, è il confronto politico e la lotta anche aspra fra schieramenti contrapposti che sono pienamente legittimi, altro è quel “cupio dissolvi” che alcuno al potere per una manciata di voti vorrebbe imporre a qualcun altro. E’ anche questa, a nostro parere, una questione di democrazia.

Francesco Rizza

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