“Più attenzione all’aeroporto crotonese”: la chiede il Comitato per la Magna Grecia.

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Aeroporto “Sant’Anna” di Crotone: mentre le istruzioni e la politica taciono, il Comitato per la costituzione della provincia della Magna Grecia scende in campo contro l’Enac che sembra intenzionato a diminuire i collegamenti dell’aeroporto pitagorico. Non è pervenuta, a detta del Comitato, nessuna offerta in conformità a quanto stabilito nell’imposizione di oneri di servizio pubblico riguardo le tre nuove rotte di cui dovrebbe disporre lo scalo Aereo Jonico a partire da febbraio del 2021. Continua quindi un approccio pretestuoso verso l’unico scalo aereo di tutto l’Arco Jonico della Magna Graecia nonostante il Ministero dei Trasporti avesse messo a disposizione ben 9 milioni di euro per spingere le compagnie aree a volare da e per Crotone.


Appare fosco ed incerto, sempre per il Comitato, il futuro per i tre nuovi voli previsti: Roma, Torino e Venezia, nonostante ci sia da considerare l’attenuante dovuta al periodo della pandemia che potrebbe aver scoraggiato le compagnie ad investire. Colpisce, però ancora di più, una certa latitanza della classe politica Jonica sulla vicenda. Esclusa infatti la nota della deputata Elisabetta Barbuto, sempre presente d’altronde sulle vicende riguardanti la mobilità in un territorio abbandonato, dimenticato e finanche disconosciuto come quello Jonico, tutto il resto della classe politica dirigente, locale e nazionale, langue.


“Si persevera – si aggiunge – nella fredda visuale centralista che vede nello scalo aereo Lametino l’unico collegamento via cielo da e per la Calabria, accentratore di flussi ed interessi, fedele a dinamiche succursali a quelle dei capoluoghi storici, dimenticando comunque che l’area ad est della Calabria Citra, conta un bacino di oltre 450mila abitanti utili a giustificare, qualora vi fosse dubbio alcuno, la persistenza e l’implentazione del servizio aereo sull’unico scalo presente nell’area: quello Pitagorico, ovvero l’aeroporto di tutto l’Arco jonico”.
Come Comitato, conclude il comunicato stampa,abbiamo più volte palesato la nostra visuale riguardo lo scalo. Abbiamo urlato ai quattro venti che l’unica possibilità di sviluppo dell’aerostazione è il suo naturale allargamento al bacino d’utenza di cui lo stesso dispone, ovvero tutta l’area a nord del Crotoniate, quindi quella sibarita.


Un’area di oltre 400mila abitanti accomunati dalla carenza di servizi di mobilità che non può permettersi il lusso di mettere in discussione l’unica bese aerea di comunicazione di cui dispone e che necessariamente dovrà essere fruibile a tutti i territori ad essa naturalmente afferenti con la definitiva messa in esercizio di una metropolitana leggera di superficie fra la Sibaritide e Sant’Anna, la quale consentirebbe alle comunità dello Jonio cosentino di raggiungere lo scalo in tempi rapidissimi ed una strada a 4 corsie di categoria B che finalmente possa togliere dall’isolamento tutta l’area Sibarita e Crotoniate, facilitando i collegamenti e la messa in rete delle opere infrastrutturali già presenti nelle due aree e complementari l’un l’altra.
Francesco Rizza

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