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Dagli “Hantura” a Santino Cardamone ed alla “Liuteria etnica” di Simone Scordamaglia: viaggio nelle eccellenze musicali di Petilia Policastro. di Francesco Rizza
Quello fra Petilia Policastro, come l’intero Marchesato crotonese, e la musica è un rapporto intenso che ha radici antichissime. Non è un caso che, secondo la tradizione, sia stato Pitagora filosofo greco che a Kroton istituì la prima Scuola filosofica dall’antichità ad aver normato per primo l’arte musicale, approfondendo il rapporto fra le note e la matematica. Se si guarda ai nostri giorni, nella miriade di gruppi musicali che sono sorti a Petilia Policastro il più importante è quello degli “Hantura” che dal 2001 è una presenza importante nella musica popolare calabrese, avendo pubblicato alcuni CD e riuscendo, in ogni proprio concerto alcuni anche all’Estero ad infiammare le piazze dove si esibiscono. La loro finalità precipua, oltre che divertire il proprio pubblico divertendosi, come spiega il loro leader Mario Carvelli è quello di ” esprimere la bellezza del loro territorio di origine, la bellezza della Calabria e la magica presenza di suoni e sound incontaminati che rappresentano la storia e la cultura dei nostri popoli. Noi vogliamo non far dimenticare alle future generazioni il nostro passato. Ed anche se può essere ormai considerata una frase superata e obnubilata dall’oblio della modernità, riteniamo ancora che, guardando al nostro passato possiamo pensare ad un nuovo futuro”. Nel corso degli anni il gruppo è riuscito a a recuperare numerosi brani della tradizione popolare calabrese che sono stati rielaborati e riportati alla ribalta. “I nostri padri putativi – aggiunge Carvelli sono stati Eugenio Bennato e Fabrizio De Andrè. Dal punto di vista dei racconti e delle storie raccontate nei nostri testi ovviamente fanno la parte da leone due grandissimi scrittori calabresi come Corrado Alvaro e Leonida Repaci, che raccontavano il carattere di una Calabria grande e amara”. Partendo da queste identità, quella degli “Hantura” – parola dialettale che vuol dire “poco fa” – è una musica travolgente che, concerto dopo concerto, riesce a produrre negli spettatori un periscopio di emozioni colorite dalle sfumature e dai colori della tradizione popolare all’interno del movimento “Taranta Power” di Eugenio Bennato.
Un altro nome emergente della musica policastrese è quello di Santino Cardamone che influenzato da Vinicio Capossela, Fabrizio De André, Domenico Modugno e Iron Maiden ha studiato musica a Bologna presso il conservatorio “Martini”, frequentando nella capitale emiliana il Dams. Appassionato fin da bambino di quella chitarra con cui riesce a produrre suoni e ritmi straordinari ha iniziato a studiare musica con Pietro Aldieri e Vincenzo Colosimo – l’artista ha diviso i palchi con, tra gli altri, Irene Grandi, Luca Carboni e “Modena City Ramblers”. Dopo la pubblicazione del suo disco d’esordio, ‘Terra, amore e libertà” e il precedente singolo ‘Amsterdam’, particolarmente dopo il covid è tornato alla grande sulla scena musicale con il suo stile interpretativo inconfondibile che ha il proprio paradigma inconfondibile in una rabbia raffinata, presente nei suoi testi pieni di voglia di riscatto della gente del sud e dei loro amori, di ingiustizie, di potere, di sacrifici e voglia di riscattarsi. Travolgente, nel 2015, la sua esibizione ad X Fattor nel 2015 che gli ha aperto le porte della notorietà anche a livello nazionale, tanto da aver abbandonato per la musica l’ambizione ed il precariato nel mondo scolastico cui era approdato come assistente di laboratorio grazie al diploma conseguito nel Professionale del legno e dell’arredamento di Petilia Policastro. Attualmente, anche nei suoi concerti, è in coppia fissa con la compagna Eleonora Anania, la sua voce calda ed il suo sorriso.
Petilia, da qualche anno, può vantarsi anche di una propria Liuteria etnica. Fondata da Mario Scordamaglia precocemente scomparso è, adesso, gestita dal figlio Simone. Nei suoi laboratori di via Arringa, vengono costruiti, restaurati e riparati strumenti musicali a corda. Strumenti utilizzabili, si legge nel portale per lo studio ed i concerti che sono realizzati a mano utilizzando materiali di qualità come colle e vernici naturali. Fra gli strumenti realizzati la chitarra battente “regina” della musica popolare calabrese. La Liuteria Scordamaglia è nata grazie ad un apposito corso realizzato negli scorsi lustri dal Professionale policastrese del legno e dell’arredamento, una realtà importante che dovrebbe avere maggiore attenzione da parte delle istituzioni e dagli studenti che vi possono trovare un’offerta formativa di primaria importanza .
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