Petilia Policastro: continuano le attività culturali di Giuseppe Caruso e Manuela Arminio.

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Tutto è iniziato in piena pandemia. Ufficialmente per sfuggire alla noia, ma conoscendolo bene non ci sentiamo di escludere che qualche ideuzza sul prosieguo del progetto già ce l’aveva, Giuseppe Caruso ha iniziato a dipingere una ragazza dagli abiti colorati sulla facciata principale del Centro “Efe” dove, in uno dei vicoli del centro storico policastrese, la moglie Manuela Arminio insegna inglese, francese e spagnolo alle giovani generazioni petiline. Qualcuno dice che la ragazza ritratta nel momento in cui abbeverava una pianta assomigli proprio a Manuela, ma se così fosse non ci sarebbe nulla di strano. Se dietro ogni grande uomo c’è una grande donna che lo supporta e sopporta, questo è certamente vero per questa giovane coppia che pur avendo avuto esperienze di studio all’estero ha deciso di rimanere a Petilia Policastro, organizzandovi la propria vita, ma anche alcune attività di carattere sociale. Intorno al primo murales ne sono stati creati altri e quello che non ti aspetti è accaduto. Complice una buona operazione di marketing realizzata sui social vico Leone è diventato “famoso”. Visitatori arrivano quasi giornalmente non solo dalle cittadine vicine e, particolarmente le scolaresche sono attratte dalle attività culturali di Giuseppe e Manuela. Recentemente, la coppia ha recuperato alcuni locali in alcune casupole abbandonate. In quello che è stato a lungo un frantoio, Giuseppe ha creato il proprio laboratorio artistico, al piano superiore è sorta una biblioteca con almeno 2000 titoli a completa disposizione delle nuove generazioni. Chi vuole accomodarsi sulle comode poltrone o vuole portare a casa qualche libro da leggere, non deve nemmeno registrarsi. Perché, spiegano Manuela e Giuseppe, chi vuole fare cose belle come leggere lo deve fare in piena autonomia; senza sentirsi controllato. Intanto, Giuseppe è stato chiamato anche in altri Comuni della Provincia per disegnare nei loro vicoli ed anche l’antropologo Vito Teti, inventore del toponimo della restanza è interessato alle attività di questa giovane coppia petilina. “Tutti insieme a colorare” : è questo il titolo dell’ultima giornata artistica curata da Giuseppe Caruso. Ragazzi della scuola superiore di primo grado, del Liceo e del Professionale cittadini, supportati dalla docente Francesca Carvelli e dall’Amministrazione comunale cittadina, hanno dipinto le pareti esterne della Casetta dei Servizi Sociali costruita nei pressi della tangenziale e del quartiere Colla: uno dei più brutti del Crotonese figlio di quella anomia urbanistica che ha consentito di costruire tutto ed il contrario di tutto. Anche tombando nel cemento armato dei fiumiciattoli che, purtroppo, prima o poi si riprenderanno la propria libertà perché la natura è più forte dell’ uomo. A raccontare su facebook le attività della giornata, un piacevole time laps di Gennaro Porro, artista romano che da qualche anno si è trasferito a Petilia e si chiama House Train. Mentre i ragazzi dipingevano, secondo i dettami dell’ arte contemporanea la Casetta dei Servizi Sociali, qualcuno dice che Giuseppe guardava con particolare attenzione i pilastri su cui si poggia la tangenziale. Vuoi vedere che fra qualche tempo, Giuseppe ci regalerà qualche altra sorpresa?

Francesco Rizza

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