Percorsi turistici calabresi: Pizzo Calabro, Gioacchino Murat, Piedigrotta, il tartufo ed il “Vicolo del Bacio”.

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Con circa 10 mila abitanti, Pizzo Calabro è una cittadina della Costa tirrenica nel Golfo di Sant’Eufemia. Il  territorio comprende una costa frastagliata, contraddistinta da spiagge sabbiose in alcuni tratti e da scogli in altri. Sulla costa Nord Est, dalla pineta Mediterranea fino alla rocca si estendono quasi 9 km di ampie spiagge sabbiose. Al termine della contrada Marinella si alza il colle su cui è situata la città di Vibo Valentia.  Oltre alle sue chiese, tutte meritevoli di una visita, merita certamente una visita  il Castello aragonese eretto nella seconda metà del XV secolo da Ferdinando D’aragona, conosciuto come “Castello Murat”. Fu proprio nel suo cortile che venne fucilato Gioacchino Murat, cognato di Napoleno Bonaparte che approdato con un manipolo di soldati nel porticciolo cittadino dove gli era stata promessa una migliore accoglienza fu incarcerato e fucilato.        

“L’anno milleottocentoquindici a dì 13 del mese di ottobre. Avanti di noi Girolamo Tranquillo sindaco ed ufficiale dello stato civile del Comune di Pizzo – si legge nel suo atto di morte – sono comparsi: Nicola Morchella di anni 45, domiciliato entro la città, di professione bastaso e Diego Galeano di professione basato di anni 43 domiciliato dietro San Giovanni, i quali hanno dichiarato che alle ore 21 di questa giornata del mese di ottobre 1815 è stato fucilato in questo castello Gioacchino Murat Napoleone, ove era detenuto e si fece la commissione, di anni 45, di professione generale francese, domiciliato in questo castello e morto nel suddetto domicilio”.                                                                          

  Ha un fascino tutto particolare la chiesetta di Piedigrotta scavata nel tufo.  Da centinaia di anni, si legge nel portale dello stesso luogo di culto,  si tramanda la leggenda di un naufragio avvenuto intorno alla metà del ‘600: un veliero con equipaggio napoletano fu sorpreso da una violenta tempesta. I marinai si raccolsero nella cabina del Capitano dove era custodito il quadro della Madonna di Piedigrotta e tutti insieme iniziarono a pregare facendo voto alla Vergine che, in caso di salvezza, avrebbero eretto una cappella e l’avrebbero dedicata alla Madonna. La nave si inabissò e i marinai a nuoto raggiunsero la riva. Insieme a loro, si poggiarono sul bagnasciuga anche il quadro della Madonna di Piedigrotta e la campana di bordo datata 1632. Decisi a mantenere la promessa fatta, scavarono nella roccia una piccola cappella e vi collocarono la sacra immagine.

Ci furono altre tempeste e il quadro, portato via dalla furia delle onde che penetravano fin nella grotta, fu sempre rinvenuto nel posto dove il veliero si era schiantato contro gli scogli. Verso il 1880, un artista locale, Angelo Barone, che aveva una piccola cartoleria al centro del paese, decise di dedicare la sua vita a quel luogo; ogni giorno raggiungeva a piedi il posto e a colpi di piccone ingrandì la grotta, ne creò altre due laterali e riempi gli ambienti di statue rappresentanti la vita di Gesù e dei Santi. Angelo morì il 19 maggio 1917, subentrò nel suo lavoro il figlio Alfonso che dedicò anch’esso alla Chiesa 40 anni della sua vita.                            

A connotare gastronomicamente Pizzo Calabro,  oltre al tonno che si pesca nelle sue acque,  da oltre un secolo il Centro tirrenico è conosciuto come la “Capitale del Tartufo”: gustosissimo gelato che vi si produce e che proprio da Pizzo raggiunge varie località non solo italiane.  Era il 2018 quando, fra gli altri riconoscimenti assegnati nel corso dei lustri, al prelibato prodotto dolciario è stato conferito il Marchio Pit: prodotto identitario territoriale. Ancora più recentemente, Pizzo si è candidata a diventare “Città dell’ Amore”.

 Alcuni anni fà il pizzitano Mimmo Pacifico, ha pensato di renderla popolare anche per l’amore. Presidente dell’ associazione culturale “Carta Canta”, Pacifico ha deciso di intitolare un vicolo nei pressi della scalinata di Corso San Francesco da Paola  “Vicolo del bacio”.  Proprio su questa scala,  infatti, Mimmo racconta che ha dato il primo bacio alla moglie, nel 1968. Ai nostri giorni, la scalinata è stata adornata con foto e immagini dei baci più famosi del cinema, della letteratura e delle canzoni e si spera che possa attrarre coppie di innamorati giovani e meno giovani.

Francesco Rizza

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