“No ad una discarica nell’ Entroterra crotonese”: l’associazionismo propone un parco naturalistico fra i calanchi

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L’ Entroterra crotonese di tutto ha bisogno tranne che di una nuova discarica. É questo il pensiero del “Movimento dei Calanchi del Marchesato” che, dopo una prima assemblea svoltasi a Roccabernarda, nel cuore del Marchesato crotonese, intende incontrare le popolazioni e le Amministrazioni comunali del circondario.  Al primo incontro, presso l’antico convento dei Minimi, era presente una delegazione dell’ Amministrazione comunale col sindaco Nicola Bilotta,  il circolo di Legambiente “Valle del Tacina” rappresentato da Luigi Concio e Francesco Galatà ed il movimento civico di Cutro del presidente Domenico Colosimo.

Come è stato evidenziato nel corso dell’incontro, fra le altre cose, il territorio in cui la  regione Calabria   vorrebbe costruire la discarica, fra i territori di Cutro e Roccabernarda, è  caratterizzata da  calanchi   che ospitano  una parte importante della produzione di grano che, per un lungo tempo, fece del Crotonese il “Gran Granaio d’Italia”.

 Come evidenziano i naturalisti, anche fra Roccabernarda e Cutro i calanchi sono una formazione in cui prevale la formazione argillosa e sono del tutto simili ai “Calanchi di Vrica” della vicina Crotone che secondo alcuni studiosi si sarebbero modificati ben poco rispetto al Pliocene Pleistocense: un periodo storico di circa 18 milioni di anni fa’. In attesa di un’articolata manifestazione che si dovrebbe tenere il 29 agosto, un’assemblea pubblica che si potrebbe tenere dal 10 al 13 agosto alla presente di Anna Parretta, presidente regionale di Legambiente. Ricioperti dal loro tipico colore giallastro dovuto alla coltivazione di quel grano, i calanchi di Cutro hanno un particolare fascino ricordando le dune del deserto tanto che Pier Paolo Pasolini decise di ambientarvi alcune scene del proprio film “Il Vangelo Secondo Matteo”.

La nascita della discarica metterebbe a rischio una importante possibilità economica. Con il grano coltivato su queste colline viene preparato il famoso pane di Cutro che, prodotto col 75% di farina di grano duro e la restante quantità di grano tenero che, oltre ad essere stato proposto per il marchio dop, rappresenta una vera e propria eccellenza economica del Crotonese. Giornalmente sono numerosi i camion carichi di grano che  aggiungono  l’ Emilia Romagna e particolarmente la provincia di Reggio Emilia dove sono residenti numerosi Cutresi. Ai Consigli comunali del territorio circostante sarà chiesto di pronunciarsi negativamente contra la nuova discarica, mentre un invito a scendere in campo sarà chiesto anche ad altre associazioni del Marchesato crotonese. I calanchi del Marchesato crotonese, infatti, più che di una discarica avrebbero bisogno di un parco naturalistico che ne esalti le eccellenze a disposizione dei turisti fra la Sila edl il medio Jonio calabrese. Francesco Rizza

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