Mesoraca/Petilia Policastro: nuovi progetti didattici nell’istituto “Raffaele Lombardi Satriani”

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

Si amplia l’offerta formativa dell’istituto superiore “Raffaele Lombardi Satriani” guidato dalla dirigente scolastica Antonella Parisi. Presso lo Scientifico di Petilia Policasrto ha preso, infatti, il via un’idea progettuale relativa alla realizzazione di un sistema idroponico. Si tratta di una serra laboratorio per  l’agricoltura 4.0, per la coltivazione idroponica di fragole, un Laboratorio per l’alimentazione sostenibile per effettuare operazioni di trasformazione, di produrre confetture, marmellate, un Laboratorio per la Sostenibilità Ambientale, che offre agli studenti la possibilità di valutare i vantaggi di un sistema colturale in fuori suolo (idroponica) rispetto ad uno tradizionale. Il sistema è arricchito da una  serie di strumenti intelligenti e di precisione per il monitoraggio delle colture  e lo studio e la sperimentazione delle energie rinnovabili. Presso il Liceo delle Scienze umane di Mesoraca, invece, al culmine di analoghe iniziative degli scorsi anni alla ricerca delle ricchezze storico architettoniche,  partirà con  quest’anno scolastico la  sperimentazione della nuova curvatura “Pedagogia e didattica per i beni culturali”. Si  tratta di un percorso pensato per permettere ai nostri studenti e studentesse di maturare competenze trasversali nell’ambito della tutela e della valorizzazione del nostro patrimonio paesaggistico-culturale. Il Piano degli Studi, particolarmente innovativo, si sostanzia di moduli di approfondimento e attività laboratoriali concernenti Archeologia, Fonti storiche e storiografiche, Museologia, Restauro, Architettura e arti figurative, Patrimonio librario, Patrimonio musicale, Territorio e Paesaggio,   Patrimonio musicale, Territorio e Paesaggio, Patrimonio teatrale, Patrimonio cinematografico, Diritto per i beni culturali, Comunicazione per i beni culturali ed approfondimenti lessicali in lingua inglese, Pedagogia e Antropologia per i beni culturali, informatica per i beni culturali. Si tratta di un percorso che, pur mantenendo invariata la mission del Liceo delle Scienze Umane, ne arricchisce l’offerta formativa con opportunità di apprendimento che faranno da ponte tra passato, presente e futuro, agendo in prospettiva interdisciplinare in conformità alle richieste ministeriali di una scuola attenta a potenziare le competenze civiche e sociali dei cittadini del domani.

Francesco Rizza

Il Liceo delle Scienze Umane con curvatura ‘Pedagogia e Didattica per i Beni Culturali’ mira a far maturare conoscenze, abilità e competenze nell’ottica della salvaguardia e della valorizzazione del patrimonio paesaggistico, storico, artistico e culturale locale, provinciale, regionale, nazionale e internazionale, attraverso il contributo sinergico e congiunto delle discipline linguistico-umanistiche, storico-artistiche e scientifiche.

Il curricolo potenzierà il percorso di studi tradizionale con una didattica orientante e flessibile, proponendosi di arricchire il profilo in uscita del Liceo delle Scienze Umane con le tecniche di indagine e di tutela del nostro immenso patrimonio, risorsa rilevante per il turismo e lo sviluppo economico, anche nella prospettiva locale di una rinnovata visione economica e produttiva. Alla fine del corso di studi, lo studente dovrà, infatti, possedere tutte le competenze proprie del Liceo delle Scienze Umane, così come delineate all’interno delle Indicazioni nazionali per i Licei, con l’aggiunta di quelle specifiche ‘di curvatura’, che gli permetteranno di affrontare in maniera consapevole e sicura il prosieguo degli studi universitari e/o l’approccio al mondo del lavoro.

A tale scopo concorrono una scansione triennale della Storia dell’Arte (potenziata per gli aspetti più congeniali alla ricerca sul campo: Archeologia al terzo anno, Restauro al quarto anno, Museologia al quinto anno) e l’introduzione dello studio di ‘patrimonio e bene culturale’, del suo sistema, della sua evoluzione storica e dello sviluppo della sua tutela, oltre agli approfondimenti lessicali nella lingua straniera del curricolo (Inglese). Rilevanti risultano anche lo studio del rapporto città-territorio e quello di storia, conservazione e tutela del patrimonio musicale, teatrale, librario e cinematografico.

Anche lo studio dell’Informatica, della Chimica e della Fisica concorre alla marcata connotazione laboratoriale del percorso formativo, come quello del Diritto italiano e internazionale, nel primo biennio, definisce la coscienza civica e le competenze giuridiche del futuro Conservatore dei archeologici e culturali. Innovativa, infatti, l’introduzione al primo anno di due ore settimanali di “Laboratorio di Diritto nazionale e internazionale per la tutela del patrimonio” e di “Laboratorio di teorie e tecniche della comunicazione per i beni culturali” per due ore settimanali al secondo anno.

I percorsi curricolari interdisciplinari, le iniziative di ricerca e promozione del patrimonio artistico del territorio, le attività di tirocinio/stages con il coinvolgimento di associazioni, enti ed istituzioni pubbliche e private, le visite, le uscite didattiche e i viaggi d’istruzione completeranno il profilo in uscita dello studente, sviluppandone una preparazione di base completa e rigorosa, propedeutica al prosieguo universitario e rispondente, al tempo stesso, alle richieste del mondo del lavoro nell’ambito dei Beni Paesaggistici e Culturali.

Francesco Grano

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp