LETTERATURA CALABRESE: Cassiodoro, la musica, Petrarca. Viaggio su un poco noto rapporto.

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Petrarca possedeva uno splendido codice delle “‘ Institutiones” di Flavio Magno Aurelio Cassiodoro , oggi conservato alla Bibliothèque nationale de France. Lo affermalo studioso Domenico Condito che nel proprio portale ha recentemente scritto sul rapporto che, a distanza di secoli, intercorse fra i due Umanisti italiani. Il manoscritto di cui stiamo parlando contiene miniature di fattura davvero pregevole. In quest’articolo vi propongo la miniatura che la Musica, in cui è raffigurato anche Pitagora, e quella in cui è ritratto Cassiodoro.

 Di quest’ultimo Petrarca possedeva diverse opere, e fra queste una parte delle Institutiones, trascritte all’interno del codice citato, composto nel XIV secolo e fra i più belli sua epoca. Il Par. Lat. 8500, oltre allo scritto di Cassiodoro, contiene un’ampia miscellanea di testi ed estratti di vari autori “Institutiones divinarum et saecularium litterarum”: è questo il titolo originario dell’opera, erano un manuale d’introduzione allo studio delle Sacre Scritture e delle Arti liberali, ispirate dalla tensione di voler conciliare la cultura classica con il messaggio cristiano.

 L’opera era divisa in due libri. Il primo, di 33 capitoli, era dedicato alle divinae litterae; il secondo, riguardava le saeculares litterae e comprendeva sette sezioni: Grammatica, Retorica, Dialettica, Aritmetica, Musica, Geometria, Astronomia. Petrarca possedeva la seconda parte dell’opera, impreziosita da splendide miniature che aprono i singoli capitoli, rappresentandone l’argomento.

Secondo Condito, nella miniatura della Musica, il personaggio raffigurato a destra è Pitagora; mentre il ritratto di Cassiodoro è collocato all’inizio della” Praefatio” in un’altro foglio del manoscritto Cassiodoro comincia le sue Istituzioni musicali riferendosi subito a Pitagora: “Un certo Gaudenzio, scrivendo sul tema della musica, afferma che Pitagora ne ha trovato i primi elementi dai colpi dei martelli e dal vibrare sostenuto delle corde”.

 Pitagora è rappresentato proprio nell’atto di riprodurre dei suoni attraverso l’utilizzo di strumenti “a percussione” che, scrive Cassiodoro, “sono forme di recipienti, in bronzo, argento o altro metallo, che, percossi ad arte con un martelletto, danno suoni vibranti”. A destra, nella stessa miniatura, è presentato un organo, che Cassiodoro classifica fra gli strumenti “a fiato”: “sono strumenti che con la forza del soffio si animano a forma di voce. Così sono le trombe, i flauti, gli organi, i corni e arnesi simili”. La splendida miniatura riproduce, così, la classificazione degli strumenti musicali proposta da Cassiodoro, e in questo risiede la sua importanza, oltre che nella sua straordinaria bellezza.

Come ben sanno i conoscitori del Monaco e filosofo originario di Squillace, la musica è un argomento costantemente presente negli scritti di Cassiodoro, dalle” Variae” alla ” Expositio Psalmorum”, dal “De anima” alle “Institutiones”. Cassiodoro, nei suoi scritti sulla musica, riassume le teorie degli alessandrini e riprende la concezione pitagorico-platonica della musica, che i teorici musicali del medioevo conosceranno proprio grazie a Cassiodoro. D’accordo con Agostino e Boezio, sostiene infatti la base matematica della musica scientia, intesa come scienza dei numeri, le cui leggi rispecchiano quelle della natura, quelle stesse leggi armoniche superiori che regolano tutto l’universo.

 I rapporti fino ad oggi poco noti fra Cassiodoro e Petrarca, qualora ce ne fosse ancora bisogno, potrebbero aprire un nuovo squarcio sulla figura del Monaco squillacese e sul suo contenuto alla nascente cultura medievale che, a partire dalla Calabria, meriterebbe di essere meglio conosciuta e promossa a partire dalla nostra Regione che ha molti motivi in più di quanto crede, per volersi bene.

Francesco Rizza

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