‘Lande desolate” assolto con formula piena l’onorevole Mario Oliverio.

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Assolro con formula piena l’onorevole Mario Oliverio, già presidente della regione Calabria relativamente all’ inchiesta “Lande desolate” che in una dura e lunga misura cautelare esiliato a San Giovanni in Fiore, nel pieno svolgimento delle sue funzioni di Presidente della Regione Calabria.
Già la Suprema Corte di Cassazione aveva scritto a diamantine lettere di un “chiaro pregiudizio accusatorio”. Adesso anche il GUP di Catanzaro Giulio De Gregorio, ha assolto con la formula più ampia del “fatto non sussiste” l’esponente del Partito democratico già presidente della provincia di Cosenza e parlamentare.


Il processo con rito abbreviato vedeva imputato l’ex governatore della Calabria Mario Oliverio accusato di corruzione e abuso d’ufficio. La DDA aveva chiesto la condanna a quattro anni e otto mesi di reclusioni. L’indagine “Lande desolate” prende il nome dalle anomalie riscontrate nella realizzazione di tre opere pubbliche: l’aviosupercie di Scalea e l’ovovia di Lorica, mai completate, e il restyling di Piazza Bilotti a Cosenza.


Come si ricorderà, , a dicembre del 2018 l’ex governatore venne colpito dalla misura cautelare dell’obbligo di dimora confermata dal Tribunale della Libertà di Catanzaro e annullata invece dalla Corte di Cassazione. Secondo la Procura tra Oliverio, l’ex consigliere regionale Nicola Adamo ed Enza Bruno Bossio deputata del Pd ci sarebbe stato un accordo illecito per rallentare nel 2016 i lavori di Piazza Bilotti. Per Adamo e Bossio la sentenza è stata di non doversi procedere. Rinviati a giudizio gli altri imputati che hanno scelto il rito ordinario. Le loro posizioni si discuteranno il prossimo 7 ottobre.

“Ho sempre combattuto in prima fila per il riscatto della mia terra e per la liberazione di essa da tutte le mafie e cricche affaristiche. Una mattina di Dicembre del 2018 è come se il mondo si fosse capovolto. Nella mia funzione di massimo responsabile del Governo della Regione venivo sottoposto ad un provvedimento cautelare. Un atto grave non solo per la mia immagine, ma soprattutto per l’immagine della Calabria finita nel tritacarne mediatico e nella macchina del fango. Il solo pensiero che i calabresi, a partire da quelli che avevano riposto in me fiducia, potessero essere indotti a credere che il loro presidente avesse tradito la loro fiducia ed approfittato del ruolo che gli avevano conferito sono stati la più grave ferita e il più grande e insopportabile tormento della mia vita. Sono felice per i miei figli, per i miei cari, ma anche per i calabresi”. Questa la dichiarazione dell’ ex Presidente.


Francesco Rizza

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