La Casa Editrice publiGRAFIC al Salone Internazionale del Libro di Torino 2025

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La Calabria che siamo

Voci, storie e memoria al Salone Internazionale del Libro di Torino

di Francesco Rizza

 

Al 37° Salone Internazionale del Libro di Torino, la Calabria si è raccontata con forza, profondità e autenticità. All’interno del Padiglione Oval, nello stand istituzionale della Regione Calabria, si è svolta la presentazione di cinque opere edite da publiGRAFIC Edizioni, in collaborazione con la testata culturale Il CalabrOne.

Un evento pensato non solo per promuovere libri, ma per restituire voce a una terra troppo spesso narrata da altri. Una Calabria consapevole, plurale e narrante, che si afferma attraverso storie vere, ricerca storica, memorie familiari e visioni letterarie.

Ad aprire l’incontro il giornalista Raffaele Nisticò assieme a  Gianni De Simone, editore e moderatore, che ha rivolto un sentito ringraziamento alla Regione Calabria, all’Assessore alla Cultura Caterina Capponi, al direttore artistico Francesco Mazza e al numeroso pubblico presente. Un saluto speciale è stato riservato anche a Nicola Corigliano, assessore alla cultura del Comune di Crotone, e all’avvocato Luigi Macrillò, autore del libro che ha dato avvio alla rassegna: Io non mi sono voltato.

L’intervento di Luigi Macrillò ha toccato nel profondo i presenti. Il suo saggio-testimonianza affronta con coraggio e lucidità una delle più gravi tragedie del nostro tempo: il naufragio di Steccato di Cutro. Il libro è un omaggio alle vittime e un tributo ai tanti – volontari, medici, cittadini – che hanno offerto soccorso tra la spiaggia e il PalaMilone di Crotone.

«Questo libro è anche loro» – ha affermato l’autore – «ma c’è ancora molto da fare per coltivare memoria e giustizia».

Nel dialogo con l’assessore Corigliano è emersa l’importanza di elaborare collettivamente il dolore attraverso la letteratura. Un messaggio chiaro: la scrittura può diventare uno strumento di consapevolezza civile, soprattutto per le nuove generazioni.

Nel secondo appuntamento; quattro le opere presentate, ciascuna con un linguaggio e un respiro proprio, ma unite dal desiderio di restituire complessità e dignità alla narrazione calabrese.

Gianni De Simone redattore della Casa Editrice Publigrafic ha introdotto il libro di  Rossella Schiavonea Scavello, archeologa e studiosa (assente per motivi di salute), ha offerto con la sua ricerca sull’Inchiesta Agraria Jacini un’indagine lucida sul mondo agricolo della Calabria post-unitaria. Un testo che intreccia fonti e memoria storica, per comprendere il presente attraverso le radici.

Orsola Siciliani, con il romanzo Ritorno a Psycrò, ha dato voce a un viaggio intimo tra infanzia, identità e tecnologia, dove la città di Cirò si fa simbolo di un’appartenenza profonda e mai rinnegata.

Francesco Grano e Teresa Anania hanno esplorato l’universo femminile nell’antica Roma con il saggio Il Mundus Muliebris e la cura di sé nella Roma Antica: un’opera raffinata che fonde ricerca accademica e sensibilità moderna.

Joe Farruggio, chef italo-americano partito da Agrigento e diventato imprenditore di successo a Washington, ha raccontato la sua storia in Il Gusto del Successo: un’autobiografia vibrante, densa di nostalgia e passione. La Calabria, pur non essendo la sua terra d’origine, emerge nel racconto come simbolo di radici profonde, sacrificio e tenacia.

 

L’editoria come atto di resistenza culturale.

Oltre alle opere presentate, lo stand ha ospitato una selezione di titoli significativi del catalogo publiGRAFIC Edizioni:

La Madre del Turco – Sandra Giglio e Gianluca Facente

Montegiordano – L’Era delle Pietre – Giorgio Pitrelli

Un amore tormentato – Isabella Spatafora

Confutazione dell’uomo delinquente – Claudio Pirillo

Cotronei, paese delle diversità e delle epocali trasformazioni – Augusto Chiodo

Il canto del cuculo – Costantino Spagnolo

Culuri e sapuri nostrani – Spagnolo, Tassone, Villirillo

L’eredità di Lucia – Angelina Brasacchio

Opere che parlano di comunità, cambiamento, tradizione, cura. Libri che non inseguono le mode, ma costruiscono visione.

La parola che cura e costruisce.

La presenza di publiGRAFIC al Salone del Libro è stata più di una partecipazione editoriale. È stata un’affermazione identitaria, un gesto culturale che rivendica la complessità e la bellezza della Calabria.

«Le parole, usate con intelletto e leggerezza, possono cambiare il destino di un territorio» – con queste parole a concluso Gianni De Simone –  E queste parole, nei libri e nelle voci che le hanno portate, hanno costruito ponti di senso tra passato e futuro. Un’esperienza che lascia più consapevoli, più uniti, e che già invita a immaginare il prossimo passo. Perché la Calabria non è mai solo un luogo: è un racconto che continua.

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