Inquinamento ambientale: prescritti i reati perpetuati a Crotone.

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“Solo la prescrizione ha evitato che la gran parte dei trentatré imputati coinvolti nel procedimento scaturito nel 2010 dall’inchiesta della Procura di Crotone sulle scorie industriali abbancate nell’area dell’ex discarica Montedison di Farina-Trappeto, venissero rinviati a giudizio”. Questo è quanto scrive Romina Rizzo, giudice delle  udienze preliminari del Tribunale crotonese, motivando la sentenza con la quale  la quale lo scorso 1 luglio ha prosciolto gli ex rappresentanti legali delle società che dal 1985 al 2005 hanno gestito lo stabilimento chimico ed i direttori che si sono succeduti alla guida della fabbrica, di proprietà prima della Montedison e poi da altre società del gruppo Eni.

Le   contestazioni di disastro ambientale e inquinamento delle acque sono cadute per prescrizione, perché il decorso del termine è iniziato nel momento in cui,  a giugno del 1993, è “cessata l’attività di immissione di materiale” in discarica. La cui gestione, però, è proseguita in quanto al suo interno “sono presenti rifiuti pericolosi che non avrebbero potuto essere immessi nel sito, i quali continuano a cedere sostanze comunque nocive provocando di conseguenza l’inquinamento”.

“A Crotone le persone si ammalano e muoiono di più, rispetto alla media nazionale. Gli uomini presentano – spiegava già il 15 maggio 2015 sulle colonne de “Il Sole 24  Ore”  Ferdinando Laghi (vice Presidente Nazionale Isde  (Italia Medici per l’Ambiente) –   un aumento di mortalità per tutte le cause e, in particolare, per tutti i tipi di tumore, per le malattie dell’apparato circolatorio, per quelle dell’apparato respiratorio e dell’apparato genito-urinario. Anche per le donne la situazione non è certo confortante, con un aumento di mortalità per tutte la cause in generale ed uno specifico, legato alle malattie dell’apparato digerente”.

“L’aspetto che rende statisticamente plausibile la correlazione tra l’inquinamento ambientale e l’aumento della mortalità – per lo stesso medico –  è rappresentato dall’eccesso di mortalità per malattie dell’apparato respiratorio nei maschi. I rischi per la salute accomunano la gente di Crotone con le popolazioni di Cassano Jonio e Cerchiara di Calabria, paesi tra loro confinanti, ma da Crotone distanti oltre 100 chilometri”.

A causa di problemi di mala organizzazione giudiziaria e del tempo che comunque trascorre mentre i Magistrati non sono riusciti a terminare il proprio lavoro e nessuno pagherà  a nessuno i traumi, i lutti, il dolore  subiti nel corso dei decenni  e quello del Crotonese, nonostante l’assenza di lavoro e di fabbriche che da decenni non ci sono più, continua ad essere uno dei territori più inquinati dell’ Italia meridionale.

Intanto, la politica continua i propri beceri giochi in attesa delle Comunali che, dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose della civica Assise, si svolgeranno il prossimo 14 settembre anche nel Capoluogo pitagorico, dove la bonifica del territorio dalle scorie inquinanti è da tempo finanziata ed annunciata senza aver prodotto, al momento, grosse novità.

Francesco Rizza

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