Indagini in corso sulla discarica del Vetrano. Interessi “loschi” sul recente incendio?

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Ancora un incendio, negli scorsi giorni,  nella discarica  di località Vetrano tra San Giovanni in Fiore e Caccuri sul confine delle province silane di Cosenza e Crotone. In quell’Altopiano che qualcuno continua a pubblicizzare  per la sua “aria più pulito d’Europa”.  La discarica serve prevalentemente i territori della provincia di Cosenza.

Fin dalle prime ore si sono recati sul luogo la sindaco di Caccuri Marianna Caligiuri, il sindaco di San Giovanni in Fiore, Pino Belcastro, sotto la cui competenza ricade il territorio ha avvisato la Regione Calabria e tutte le autorità competenti dopo l’allarme lanciato dal comandante della Polizia locale di Caccuri, Pino Napoli, il comandante della polizia locale sangiovannese, Rosario Marano e il comandante della stazione dei carabinieri di San Giovanni, luogotenente Francesco Tamburello.

Ad alcune ore dallo spegnimento delle fiamme, non si ferma il confronto sull’incendio, particolarmente sui social. “Ancora una volta – scriva Giusepe Marino, insegnate in pensione e memoria storica di Caccuri –  questa immonda discarica crea problemi e pericoli per la salute pubblica. Ieri, già prima dell’incendio, a Zifarelli l’aria era carica di miasmi che rendevano difficoltosa la respirazione, così come capitava a volte anche quest’estate. Eppure di recente c’è stato chi ha ritenuto opportuno riaprirla. Una decisione assurda, come assurde erano quelle dei vari commissari che hanno pensato bene di intasare questa discarica con i rifiuti di mezza Calabria, penalizzando chi a suo tempo si pose il problema e premiando centinaia di comuni che per decenni, con incoscienza e sciatteria non si sono preoccupati di come smaltire il ciarpame, né di organizzare la raccolta differenziata dei rifiuti”.

A detta di Marianna Caligiuri, sindaco di Caccuri, la giornata di sabato quella dell’incendio “è stata una giornata molto dura, piena delle più varie preoccupazioni. Ringrazio tutti coloro che si sono prodigati, con abnegazione assoluta, affinché l’incendio potesse essere prima domato e poi spento. Personalmente ho imparato tanto in merito alle difficoltà connesse alla gestione di un’emergenza di tale gravità e, potenzialmente, pericolosa per la stessa incolumità degli operatori. Più di una volta ho temuto potesse succedere qualcosa perché coloro che hanno lavorato giorno e notte sono figli, genitori, fratelli e amici di qualcuno e, credo, che già questo pensiero, sia sufficiente per avere il fiato corto. Ora aspetto, con assoluta fiducia, i risultati del lavoro degli inquirenti”

Forte, infatti, il sospetto che l’incendio sia di natura dolosa e connesso a quei loschi interessi che la ‘drangata fa’ nella gestione delle discariche calabresi. Specialmente quelle private. “Dopo l’incendio alla discarica di Siderno – scrive, infatti, Sergio De Caprio assessore regionale all’Ambiente – ecco l’ incendio a San Giovanni in fiore. Sul posto sono intervenuti Arpa Calabria, Protezione civile e i Vigili del fuoco. Pare esistano volontà contrarie all’efficienza del ciclo dei rifiuti nella Calabria. La Regione e le Istituzioni supereranno ogni ostacolo mettendo in campo tutte le risorse e le competenze disponibili.” –

“Stiamo lavorando con le Prefetture – aggiunge l’ Assessore –  coordinate dal prefetto di Catanzaro Maria Teresa Cucinotta, per alzare al massimo la vigilanza delle Forze dell’Ordine sugli impianti della Regione e impedire all’inciviltà di prevalere, perché desta sospetto che, proprio nel momento in cui la Calabria è colpita da forti precipitazioni, scoppiano gli incendi. Tutto questo ci fa capire che siamo sulla strada giusta e sapremo uscire dall’emergenza e liberare la Calabria da menti criminali che hanno interesse a imprigionarla. Deve essere chiaro e per quanto mi riguarda è chiarissimo che Il popolo calabrese e il Governo della Calabria non si faranno sottomettere dalla ‘ndrangheta o da avide lobby economiche”.

E’, comunque, arrivato il momento che la politica oltre a programmare una svolta prenda velocemente decisioni forti. Atti intimidatori di questo genere, se di atti intimidatori si dovesse trattare, non sono più concessi in un territorio fantastico come quello della Sila che, per una scarsa attenzione della politica nazionale e locale non solo rischia lo spopolamento per le centinaia di persone che annualmente abbandonano i suoi borghi ma la stessa natura che dovrebbe essere una risorsa, nonostante lo sforzo del Parco Nazionale e dei Carabinieri Forestali, ma invece, in una  “terra di nessuno” è attenzionata da quell’ anti Stato che proprio in territori abbandonati come il Crotonese, riesce a fare meglio che altrove i propri loschi affari.  “Capitano Ultimo” nei suoi panni di Amministratore regionale riuscirà ad essere in questo l’ assessore della svolta?

Francesco Rizza

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