Grotte da recuperare a Petilia Policastro (Kr). Lo propone all’ Amministrazione comunale l’ Mcl.

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Tracce di una civiltà rupestre risalente, almeno, al medioevo bizantino andrebbero riportate alla luce, tutelate e valorizzate a Petilia Policastro. Con un intervento di questo genere che potrebbe culminare nella realizzazione di un avvincente percorso storico, antropologico e turistico, fra località San Demetrio ed il degradato quartiere della “Rupa”, da decenni abbandonato, si potrebbero portare alla luce le poche tracce della storia più antica della cittadina. A lanciare la proposta Alberto Fico, storico e delegato regionale alla cultura del Movimento Cristiano Lavoratori. Sino agli anni ’60 del Novecento, era proprio la “Rupa” il quartiere più popolato di Petilia Policastro. Poi lo scempio urbanistico cittadino, favorito da una classe politica più attenta al consenso elettorale che alla tutela del territorio. Nacque per esempio in questo periodo il quartiere della Colla con i suoi palazzoni di 5, 6 piani adesso in gran parte disabitata.                                                                                                                                                                         Analogo scempio si è consentito anche nella frazione di Foresta che, trovandosi in pianura e con molto spazio a disposizione, avrebbe potuto ambire ad uno sviluppo urbanistico più ordinata.La proposta di Alberto Fico è suffragata dagli studi dello stesso studioso, docente di storia e filosofia nello Scientifico cittadino, che negli scorsi anni ha pubblicato il saggio “Policastro documenti e ricerche”.A sua detta, i due insediamenti rupestri potrebbero essere uniti da un percorso naturalistico nella valle del torrente Cropa ed attraversando su un mastodontico ponte in pietra. Particolarmente le grotte di San Demetrio fanno parte di quel percorso che gli archeologi hanno denominato “Via dell’Ossidiana” che nell’età del ferro avrebbe collegato la Sila col Medio Jonio ed i suoi porti. Relativamente al progetto realizzato dalla Amministrazione comunale nel 2012, sarebbero allora mancate “ l’idea e la consapevolezza di cosa sia un centro storico, è mancata l’idea dell’insieme riguardo a ciò che si voleva realizzare per valorizzare il centro storico.                                                                                                                                                    La fretta di abbattere tutte quelle case che si affacciavano sullo strapiombo del colle su cui sorge l’intera cittadina, ha indotto chi amministrava allora a realizzare una piazzuola senza prima porsi la domanda sul perché quelle case fossero ordinate in quel modo, cosa contenessero all’interno e cosa ci fosse al di sotto del piano terra”.Per quanto riguarda, invece, la possibilità di rivalure la Rupa con un nuovo progetto, lo storico spiega che l’attuale necessità storica sarebbe quella di “ andare a riscoprire ciò che è rimasto delle grotte nell’antico borgo: sia quelle presenti al di sotto la piazzuola dissennatamente realizzata, sia quelle di cui se ne individuano le tracce nelle abitazioni lungo la via Difesa. Una seria indagine – aggiunge – può dimostrare come ancora esistano grotte intatte, o antropizzate, e che le case esistenti siano il risultato dei corpi avanzati costruiti dall’uomo per realizzare case nelle quali abitare secondo le necessità richieste dai tempi successivi”.                                                                                                                           Arricchendo la propria proposta, Alberto Fico aggiunge che “utilizzando la mappatura e la enumerazione realizzata dalla dottoressa Francesca Lucà, se è stata conservata, potrebbe aiutare ulteriormente a creare una fenomenale attrattiva turistica simile a tutto quanto esiste a Matera. Chi amministra – aggiunge – deve convincersi del tesoro che possediamo; non è necessario realizzare parcheggi, come ventilato in avveniristici progetti, perché se, poi, tutto dovesse fare la fine delle sepolture ritrovate lungo lo spazio antistante la Chiesa matrice”. Petilia avrà il coraggio di volersi bene ed avviare un progetto di questo genere? Francesco Rizza

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