Fede e pietà popolare. Sciolto a Napoli il sangue di San Gennaro.

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La città di Napoli ha festeggiato San Gennaro e, nel giorno della sua festa, neppure il Coronavirus ha bloccato lo scioglimento del suo sangue. Il Miracolo è avvenuto ieri, poco dopo le 10, nella Cattedrale partenopea. Ciò nonostante che per la pandemia, la festa delle feste napoletane si è svolta a metà.


Niente bacio della teca, niente bagno di folla. Vuoti i marciapiedi, niente bancarelle, niente torroni o caramelle, nessun “Sangennarono” in gesso. Eppure il miracolo è avvenuto comunque a testimonianza che San Gennaro non si è stancato ancora di Napoli come Cristo e gli altri Santi non si sono stancati del mondo intero. Alle 9,30 il cardinale Sepe, da solo senza giornalisti, insieme all’Abate della Cappella del Tesoro, monsignor Vincenzo De Gregorio, al sindaco Luigi de Magistris e ad un rappresentante della Deputazione, ha preso le ampolle contenenti il sangue del Patrono per portarle sull’altare maggiore mentre la cappella restava vuota.


“Ill sangue del nostro San Gennaro era già del tutto sciolto – ha sottolineato Sepe in riferimento al momento in cui ha prelevato l’ampolla dalla cappella dove è custodito – segno di amore, bontà, vicinanza di Dio, della vicinanza di San Gennaro al suo popolo”.
“Naapoli è stata interpellata e ha dimostrato la grandezza del suo cuore – ha evidenziato il cardinale – Napoli ha messo in campo la sua umanità oltre che la sua capacità reattiva e generosa, come quella messa al seri io dei contagiati dal mondo socio-sanitario, con sacrifici personali, professionalità e dedizione assoluta”.


La liquidazione del sangue del Santo rimane, per molti, un mistero. Per altri un fatto da accettare con gli occhi della fede. Riguardo al fenomeno della liquefazione del sangue da ricordare l’ipotesi formulata dal CICAP usando però sostanze non omogenee a quelle contenute nell’ampolla, secondo cui il sangue sarebbe una sostanza tissotropica che si scioglie sotto sollecitazione meccanica, cosa che però non spiegherebbe le mancate liquefazioni accadute anche nel recente passato. L’autorità ecclesiastica, comunque, dopo test in proprio affidati a scienziati laici, classifica come prodigio il fenomeno dello scioglimento.


Fede, superstizione o fantismo? Sulla pietà popolare, scriveva il santo papa Paolo VI la definiva “vero tesoro del popolo di Dio”. Papa Francesco, nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium, la qualifica come “autentica espressione dell’azione missionaria spontanea del popolo di Dio”, appartiene in modo primario alla nostra fede. “Non è vuota di contenuti, bensì li scopre e li esprime mediante la via simbolica, sollecitando i sensi, accentuando maggiormente il credere in Deum che il credere Deum”. “La nostra fede – osserva Georg Ratzinger – non si limita alla preghiera, all’interiorità e alla razionalità. La nostra fede afferra l’uomo intero. Tutto l’uomo è chiamato alla santità, e così egli deve tendervi con tutti i suoi sensi”.
Francesco Rizza

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