Faillo (il Pitionico) di Gianluca Facente

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FAILLO: un eroe  d’Occidente di Gianluca Facente

Esiodo, il grande poeta e filosofo greco, aveva identificato due principi fondamentali intorno ai quali ruotavano le sorti del genere umano: hybris (superbia, tracotanza) e dike (giustizia o, per meglio dire, giustezza). Quando un uomo si macchiava di superbia inaudita, gli dei inviavano i propri eroi a ristabilire la giustezza e quindi l’ordine cosmico.

Chi erano questi eroi?

Di certo figure mitologiche come Eracle, Teseo, Perseo, Giasone ecc. Ma è mai esistito un uomo in carne ed ossa che si avvicinò, prima di ogni altro, a tali figure?

È vissuto un individuo che non ebbe smania di grandezza né per sé e né per la propria terra? Un uomo che non mosse i suoi passi per invadere e sottomettere i popoli e né per alimentare la fame di interessi politici, come instaurare un Impero, ma solo per alti sentimenti quali unità nazionale e libertà?

Vi è un donario sull’Acropoli di Atene, nella ristretta area fra il Brauronion (temenos dedicato ad Artemis Brauronia) e l’entrata occidentale del Partenone, adorno di statue onorarie militari, con cui si vuole magnificare il sacrificio e la vittoria dei Greci sul Barbaro persiano.

Le sculture onorano il valore e il coraggio di Epicarino l’oplitodromo che combatté a Platea, Ermolico il pancraziaste che lottò a Micale e, infine, colui che fu il più celebre fra i tre: Faillo il pentatleta che si distinse a Salamina.

Conosciuto come pentatleta grazie a Pausania che ne diede testimonianza del valore atletico, ricordandolo come vincitore nei giochi pitici del 482 a.C., in ben due specialità (stadio – pentatlon) e poi nuovamente nel pentatlon negli agoni del 478 a.C. e per questo detto anche Pitionico. Erodoto nel libro VII de “Le Storie” lo identifica con questa frase: Dei popoli che vivono fuori da questi limiti, gli unici ad aiutare la Grecia in pericolo furono i crotoniati, con una nave comandata da Faillo, tre volte vincitore ai giuochi pitici. I crotoniati sono di stirpe achea…

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