Distretto del cibo per il Reventino. Il Gal scende in campo a tutela delle trazizioni gastronomiche

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

Con la stipula dell’atto costitutivo della società di distretto rogato dal notaio Sebastiano Panzarella a Lamezia Terme si è concluso l’iter amministrativo per l’istituzione del Distretto rurale del gusto e  del cibo del Reventino.  Avviato nel 2011 dal Presidente del Gal del Reventino Francesco Esposito, che ne ha avviato le fasi costitutive del comitato promotore del Distretto Rurale, si legge in una nota stampa, è stato coinvolto un ampio e rappresentativo partenariato pubblico e privato che ha predisposto e presentato alla Regione Calabria la proposta tecnico-amministrativa per la richiesta di riconoscimento e di istituzione, avvenuta nel 2013 con la notifica delle Delibere della Giunta Regionale n.403 dell’ 11 novembre 2013 -Individuazione ed Istituzione del Distretto Rurale del Reventino- e n.149 del 17 Aprile 2014 presa d’atto parere favorevole Seconda Commissione permanente bilancio programmazione economica e attività produttiva. Il risultato è il frutto della coesione del mondo istituzionale e imprenditoriale che hanno come unico obiettivo il rilancio e la crescita del territorio, soprattutto in questa fase di crisi determinata dal COVID.                                                   “Il progetto del Distretto Rurale del Reventino Mo.Re – ha detto il Presidente del CdA e sindaco di Cicala, Alessandro Falvo – è un’importante occasione per valorizzare i Comuni aderenti attraverso l’integrazione tra politiche economiche e politiche del territorio, aprendo possibilità di sviluppo e di sostegno economico al tessuto agricolo, alle potenzialità dell’ambiente e non solo. Il mondo rurale rappresenta un traino riconosciuto dell’economia locale e l’integrazione con le altre filiere e settori economici apporterà benefici alle nostre realtà”.

“Ci metteremo subito al lavoro – si precisa –  attraverso la convocazione a breve di una conferenza programmatica in cui saranno invitati  tutti gli attori del territorio, sia del mondo dell’imprenditoria che dell’associazionismo, alla fine di questo importante lavoro concepito dal basso, sarà presentato  alla Regione Calabria per negoziare quante più linee di intervento possibile a partire dai fondi comunitari sia ordinari che quelli provenienti dal Recovery found che nazionali e regionali, oltre all’ accesso ai bandi per i fondi regionali destinati ai Distretti Rurali, tale costituzione permetterà di essere inseriti anche nell’Albo nazionale dei distretti del cibo e del gusto”. “La particolarità che caratterizza il percorso del nostro distretto – aggiunge Falvo – è il fatto che sia nato da un progetto di sviluppo sostenibile partecipato, partito dal basso, e che ha messo insieme non solo le aziende agricole, ma anche i cittadini e le associazioni. Una rete, fatta di cultura diffusa, turismo lento, salvaguardia dell’ambiente e valorizzazione del territorio, per cui abbiamo lavorato intensamente”. “Il cuore del Distretto è lo sviluppo di un’agricoltura di qualità, ispirata ai criteri del biologico, che rispetti le caratteristiche del territorio e possa rappresentare un modello anche per altre realtà, lo sforzo dei prossimi anni sarà quello di espandere il Distretto ai territori confinanti. Una grande potenzialità che la rete di Comune, imprese e cittadini ha voluto valorizzare”. La ruralità viene dunque assunta come motore dello sviluppo complessivo del sistema locale, con l’obiettivo di valorizzare il territorio e coinvolgere l’intero tessuto economico-sociale.”  Francesco Rizza

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp