Crotonese: non piace a Legambiente la “Strada del Mare”. Lo si apprende da un comunicato stampa.

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Il Circolo Legambiente “Valle Tacina” dà merito a comitati come “Diritto al Mare” e chiede agli amministratori un uso più attento delle risorse. Il Circolo Legambiente “Valle Tacina”, all’indomani della inaugurazione della “Strada del Petilino”, vuole prima di tutto dare merito a tutti coloro, in primis il comitato di “Diritto al Mare”, che per un ventennio hanno portato avanti il bisogno di rompere l’isolamento dell’Alto Marchesato Crotonese e il disagio nel raggiungere la città di Crotone. Il Circolo, però, vuole anche sottolineare il demerito per una errata risposta tecnico – politica, ad una giusta esigenza. Un’opera che non risolve assolutamente il problema dell’isolamento delle aree montane del petilino e del progressivo spopolamento, già avvertito dalla ex Comunità montana della Presila catanzarese che nei primi anni ’80 proponeva una strada pedemontana, rilanciato, negli ultimi anni, con il progetto preliminare della nuova S.S. 106, il tratto tra Simeri Crichi (Catanzaro) e Passovecchio (Crotone).

Altra proposta alternativa potrebbe essere una strada di collegamento con la SS 107, la Crotone – Cosenza. Le perplessità di Legambiente “Valle Tacina” sul tracciato stradale risalgono sin ai primi anni 2000, quando venne presentato il progetto di massima, in una delle sale del ristorante la “Favola Antica” di Petilia Policastro. I tecnici evidenziarono delle possibili problematicità legate alla natura dei terreni attraversati, di natura argillosa, suscettibili a scivolare. Un territorio che ricade, gran parte, nel comune di Cutro che è caratterizzato da un’alta incidenza di frane, alla fine degli anni ’70 un esteso fenomeno franoso interruppe il tracciato stradale di collegamento alla SS106. Viste le caratteristiche geomeccaniche del sedime stradale occorre un’attenta valutazione dell’impatto del traffico pesante sulla nuova arteria. L’aspetto positivo è la presenza di uno straordinario paesaggio geomorfologico da tutelare e valorizzare, dove far nascere il “Parco dei Calanchi”, grazie all’azione dell’associazione “I Calanchi del Marchesato”.

Nei nostri comunicati stampa, uno degli ultimi del mese di aprile del 2014, nel denunciare il diffuso dissesto idrogeologico del nostro territorio, venne sottolineato: ” ….Tra i tanti esempi di sperpero di denaro pubblico, ricollegabili al cosiddetto dissesto idrogeologico, ricordiamo solo, per problemi di spazio, la strada del Petilino, conosciuta come la strada del “Diritto al Mare”, franata per diverse centinaia di metri prima di essere conclusa. Un tracciato che interessa materiali con caratteristiche fisico- meccaniche scadenti, depositi limo-sabbiosi, con una importante frazione argillosa, che poggiano su argille plioceniche. Materiali che, se imbevuti d’acqua, hanno la “cattiva abitudine” di scivolare con grande facilità. Le perplessità sul tracciato erano emerse sin da subito, anche alla luce con quanto era avvenuto nelle altre strade del territorio di Cutro”. Il completamento della strada è stato un atto dovuto, per i tanti bisogni delle comunità dell’alto Marchesato crotonese, con un iter realizzativo travagliato, che ha portato ad allungare i tempi e i costi, intorno ai 20 milioni di euro. La lezione che si può trarre dalla vicenda è che le scelte future siano più attente. L’invito alla Provincia di Crotone, ai nuovi di amministratori, è quello di avere una visione più ampia, al di là dei bisogni dei singoli campanili, un uso più attento delle risorse che si potranno avere per la rete viaria provinciale.

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