Crotone: “Che bel fior” ha premiato eccellenze crotonese. Un premio anche a Luciana Castellina.

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Un’ intensa lectio magistralis, nella nuova sede dell’ Arci Aps “Spalatori di Nuvole” di Luciana Castellina, giornalista de “Il Manifesto” e parlamentare ha concluso la premiazione de “Che Bel Fior” dedicato alle passioni, gli ideali e l’umanità di Raffaele Drago prematuramente morto il 25 aprile di cinque anni fa. “Ancora – ha sottolineato Filippo Sestito della segreteria nazionale dell’ Arci – non vogliamo farlo andare via. Troppo forte la sua presenza che ancora avvertiamo che è uno stimolo ad andare avanti a difesa dei suoi e dei nostri valori”. Come a Raffaele sarebbe piaciuta, la serata è stata priva di retorica e rappresentante un viaggio in quella crotonesità che ancora oggi riesce a valorizzare e promuovere,  anche in questa Provincia fra  le  ultime in Italia dove, per fortuna oltre alle scorie dell’ Eni c’è di più. Ad affiancare l’Arci Aps di cui la Castellana è presidente nazionale onoraria la Cgil e l’Anpi che, forse, mai come oggi sentono la difficoltà di essere in un periodo difficile; come attesta il processo per diffamazione al filologo Luciano Canfora. A ritirare i riconoscimenti oltre alla Castellina,  l’ associazione “La Maruca” di Mesoraca che nella cittadina della Presila ha realizzato l’ unico parco fluviale della Provincia sulle sponde del Vergari premiata da Fabio Riganello dell’Arci, il maestro burattinaio Angelo Gallo premiato dalla presidente Giusi Acri dell’Anpi, i lavoratori dell’Abramo customer care a rischio di licenziamento, Giuseppe Caruso e Manuela Arminio che ha Petilia hanno adottato il proprio vicolo abbellito da vari murales e dalla biblioteca “Libri Liberi” premiati da Piero e Patrizia  fratello e sorella  di Raffaele Drago e Viviana Sacco amministratrice unica della scuola orafa di Gerardo Sacco. “Faccio parte – ha ammesso la Castellina intervistata da Filippo Sestito – di una generazione fortunata. I nostri non erano tempi facili, ma eravamo nelle condizioni di poter cambiare il mondo; quindi più fortunati dei piagnucolosi sessantottini”. La giovane novantacinquenne, offrendo agli ascoltatori la propria lettura dell’ attualità ha sottolineato come, a suo parere, “la gente sembra non aver capito che pure in Europa c’è la guerra mentre i Governi sono impegnati ad offrire armi agli eserciti che si confrontano. Con l’Ucraina lo fanno alla luce del sole, con Israele nascostamente. Relativamente alla protesta degli studenti dell’università “La Sapienza” si parla della contrarietà delle giovani generazioni all’ accordo con l’università israeliana, ma non è proprio così. Gli studenti protestano perché questi accordi sono gestiti dalla società “Leonardo” che è impegnata nel traffico delle armi. Questo dall’informazione non traspare e quindi sarebbe importante impegnarci più che nell’ informazione che oggi è abbondante in quella comunicazione che invece manca”. Non poteva mancare nelle riflessioni della Castellina un pensiero a quella sinistra che ha rappresentato una parte importante della sua vita. “Più che impegnarci a metterne insieme i vari pezzetti – ha ammesso – dovremmo impegnarci per rielaborarne il pensiero, ripartendo da quel “noi” che è scomparso dal pensiero contemporaneo. Gramsci scriveva sulla necessità di pensare collettivamente. Anche oggi è necessario ricostruire percorsi di impegno collettivo dal basso, senza delegare niente a nessuno, nemmeno agli eletti ed al Parlamento”.

Francesco Rizza

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