Crotone: altri giorni di sciopero al Call Center Abramo. Inutile incontro in Prefettura.

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Altri tre giorni di sciopero dei lavoratori del sito di Crotone che operano sulla commessa Roma Capitale. A margine dell’incontro in Prefettura che non ha portato i risultati attesi, i 107 lavoratori del Call Center della famiglia Abramo hanno preso questa decisione in contemporanea al loro assortimento dalla cooperativa Acapo che dal 1° ottobre subentra alla azienda calabrese nella commessa Roma Capitale.


Il passaggio alla nuova cooperativa, infatti, non è indolore in quanto il contratto delle cooperative sociali con enormi perdite economiche e di diritti per i dipendenti assunti con il contratto delle Telecomunicazioni. Basta pensare che chi è assunto full time avrà una decurtazione di circa 400 euro sullo stipendio. In media, ognuno dei 107 dipendenti perderà circa 2.000 euro all’anno. Una scelta che i sindacati, come riportiamo su il Crotonese in edicola, hanno rigettato nella riunione svolta presso la sede di Acapo il 16 settembre.
Su queste problematiche, nella giornata di oggi la prefetto Tiziana Tombesi ha ricevuto i rappresentanti regionali dei sindacati – Alberto Ligato (Cgil Slc), Francesco Canino (Fistel Cisl) e Andrea Ranieri (Uilcom Uil) – il deputato Sergio Torromino (Forza Italia) ed una delegazione di lavoratori.

Da tutti è stato espresso il pericolo che la vicenda legata ai 107 dipendenti di Crotone assume a livello nazionale in quanto permetterebbe di eludere l’accordo sui cambi d’appalto non applicando, come in questo caso, il contratto delle tlc in modo che le imprese, come le cooperative sociali, possano avere un costo di lavorio minore grazie al quale è più facile fare offerte al massimo ribasso. Un paradosso ancora più evidente se si considera che quella di Roma Capitale è una gara di ente pubblico, il Comune di Roma, eseguita tramite la Consip, che dovrebbe vigilare sul rispetto delle norme degli appalti e del lavoro.


Il rappresentante del governo ha ascoltato e condiviso alcune delle problematiche espresse nel corso dell’incontro e ha assicurato che invierà ai ministeri del lavoro e delle finanze una nota per informare della situazione e sollecitare un incontro con le organizzazioni sindacali. Al termine della riunione, proprio per tenere viva l’attenzione sulla vicenda, è stato deciso di svolgere altri tre giorni di sciopero, da sabato 19 a lunedì 21 settembre, in concomitanza proprio con il voto per il referendum. In questo modo chi chiamerà il servizio 060606 non avrà informazioni per quanto riguarda le operazioni di voto. Lo sciopero riguarderà solo i 107 dipendenti della commessa Roma Capitale.
Francesco Rizza

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