Cerenzia, tre giorni nel nome di Dante tra cultura, Sila e futuro
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A Cotronei il tempo torna a farsi rito, memoria condivisa, gesto simbolico che unisce passato e presente. Rinasce infatti l’antica tradizione della “Quarajisima”, un calendario-orologio popolare che scandisce le settimane della Quaresima attraverso un linguaggio semplice e potente, fatto di oggetti domestici e simboli della cultura agro-pastorale.
In passato il tempo non era percepito come una linea retta che corre verso il futuro, ma come un ciclo che si rinnova. A determinarne il ritmo erano i riti religiosi, le stagioni, i lavori nei campi, la vita delle comunità. La “Quarajisima” si inserisce proprio in questa visione circolare dell’esistenza: non solo una tradizione devozionale, ma un vero e proprio strumento pedagogico e identitario.
Si tratta di una bambolina di pezza, costruita attorno a un fuso per la lana, elemento che nell’iconografia tradizionale rappresenta il tempo che passa e il filo della vita che si dipana. Sulla testa è applicata un’arancia nella quale sono infilzate sette penne di gallina: ogni domenica di Quaresima una penna viene rimossa, segnando così il cammino verso la Pasqua. Sul petto, una collana composta da sette castagne, simbolo dell’astinenza e della sobrietà alimentare tipica del periodo quaresimale.
La bambolina è stata esposta sul balcone di una casa situata in una delle vie più frequentate del paese e vi rimarrà fino al giorno di Pasqua. Come da consuetudine, viene collocata il Mercoledì delle Ceneri, momento che segna l’inizio del tempo penitenziale. Da quel giorno la comunità può visitarla, osservarla, fotografarla: un piccolo segno che diventa patrimonio collettivo.
L’estrazione della prima penna avverrà domenica 22 febbraio, in occasione della sfilata di Carnevale organizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con le associazioni locali, in continuità con l’evento del Martedì grasso. Proprio in quella giornata si è rinnovata la tradizionale rappresentazione simbolica della lotta tra Carnevale e Quaresima, messa in scena attraverso la danza popolare davanti a un folto pubblico, in un intreccio suggestivo di teatro, folklore e memoria.
La rinascita della “Quarajisima” non è soltanto il recupero di un’usanza antica, ma un atto culturale di grande valore. In un’epoca dominata dal tempo digitale e dall’immediatezza, Cotronei sceglie di tornare a un tempo condiviso, visibile, quasi tattile. Un tempo che si conta con le penne di gallina e con le castagne, che si affaccia dai balconi e si fa racconto.
È così che le tradizioni, quando vengono custodite e riproposte con consapevolezza, smettono di essere semplice nostalgia e diventano strumenti vivi di identità. La “Quarajisima” torna a scandire le settimane verso la Pasqua, ricordando a tutti che il tempo, prima di essere misura, è esperienza comunitaria. Gianni De Simone

[5:26 PM, 18/02/2026] Stumpo Domenico: Informazioni sull’evento di Carnevale del 17 febbraio denominato
IL BALLO DI CARNEVALE E QUARESIMA
Come si sa, l’ultimo giorno di Carnevale, il Martedì grasso, prepara il primo giorno della Quaresima. In questo giorno, nella tradizione sia sacra che profana, questi due eventi-personaggi opposti compaiono in compresenza e rappresentano la lotta tra il Bene e il Male. Dal Medioevo in poi vengono, rievocati attraverso tornei, riti e spettacoli in cui
emerge il loro contrasto. A Cotronei questo rito veniva svolto sotto forma di processo a Carnevale e concludendo con l’incendio del suo fantoccio di paglia( u Nannu e pagghia). In occasione del Carnevale 2026 si propone la rievocazione della festa mediante un ballo in maschera in cui i due personaggi si sfidano danzando accompagnati da musicisti che suoneranno dal vivo. Intorno si formerà cospetto di una ruota di spettatori che parteciperanno attivamente dall’ esterno sostenendo l’uno o l’altro personaggio. Alla fine Carnevale soccomberà alla Quaresima durante la danza decretando così l’inizio dei quaranta giorni di astinenza dalla carne; infatti Carnevale significa ‘levare la carne’ (Carnalevari). La performance avrà la durata di circa trenta minuti e si svolgerà in Piazza della solidarietà nel pomeriggio/sera del 17/02/2026.
[5:27 PM, 18/02/2026] Stumpo Domenico: Vi chiederete: ma perché Quaresima è vestita di nero, ha un’arancia in testa con sette penne di gallina e una collana con sette castagne? Ebbene, un tempo in tutta la Calabria e anche a Cotronei, il giorno delle Ceneri in cui inizia la Quaresima si costruiva una bambolina di pezza (detta quarajisima) e si appendeva al caminetto. Le castagne erano quelli che si mangiava in alternativa alla carne.Ogni sette giorni, in ognuna della domeniche della Quaresima si levava una penna, il giorno di Pasqua non ne rimaneva nessuna e veniva bruciata. L’odore dell’arancia purificava la casa. Per costruire la bambolina si usava un fuso per la lana che è il simbolo del tempo che passa.
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