Bando dei Borghi “congelato” in Regione. Ed anche imprenditori aspettano di poter ivestire.

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Quali sono le decisioni  che la regione Calabria e l’assessore competente, il vice presidente Antonio Sperlì,  intendono adottare relativamente ai Borghi più Belli ed al bando che la Giunta Santelli ha ereditato da quella targata Oliverio ma ha congelato? Lo  chiedeva  Massimo Clausi dalle colonne de “Il Quotidiano del Sud” lo scorso 3 settembre ma a distanza di circa una settimana non si registra nessun chiarimento.

“Contro il bando – spiega il Giornalista nel proprio articolo –  c’erano stati una serie di ricorsi al Tar che però sono stati tutti respinti. Poco prima delle elezioni, insomma, sembrava essere tutto pronto per l’erogazione dei fondi. Ricordiamo che l’alto numero di adesione al bando era stato facilitato anche dalla circostanza che si prevedeva un contributo a fondo perduto fino a 70.000 euro per gli under 29 e per le donne, ciò al fine di aiutare l’occupazione delle due categorie. Svoltesi le elezioni, però, del bando si sono perse le tracce. Sul portale della Regione si legge solo che le graduatorie sono in fase di valutazione”.

Il bando era stato diviso in tre tronconi, uno di questi  era aperto solo ai Comuni, l’altro ai privati e fra questi ce ne sarebbero alcuni già pronti ad intervenire con i propri fondi  ed anche per questo i ritardi regionali, che non sembrano solo di natura burocratica, sono ancora più gravi. Evidentemente, la nuova Giunta regionale non condivide in tutto il bando ed i suoi parametri; ammesso e non concesso che sia intenzionata a modificarne qualcosa ma una cosa è certa:  Comuni ed Imprenditori non possono essere lasciati in questa sorta di limbo e la Politica deve avere il coraggio di dare le risposte che la popolazione aspetta. Come i fondi ancora a disposizione degli Enti e dei Privati.

Lo steso Sperì, aggiungeva  Clausi, “lo scorso primo luglio in un convegno pubblico a Casignana aveva giudicato impossibile che in Calabria ci fossero 360 borghi su 400 comuni. Poi annunciava che entro la fine del mese di luglio, massimo i primi di agosto, avrebbe emanato un nuovo bando, questa volta riservato solo ai siti di vero interesse culturale che non sono più di 40. Basta con i soldi a pioggia. Il giorno prima il vicepresidente era stato invece in visita a Gallicianò, uno dei centri ellenofoni per eccellenza della Calabria. Qui aveva dichiarato di essere al lavoro insieme alla sua struttura “per una legge, che vedrà la luce entro il 2021, per individuare i veri borghi calabresi che saranno riconosciuti dalla Regione. Dopo l’approvazione della legge partirà un definitivo piano dei borghi”.

Intanto, nulla è trapelato nella riunione che lo stesso vice presidente Nino Spirlì, con deleghe alla cultura e beni culturali, ha presieduto in Cittadella  alla presenza del Comitato Regionale delle Minoranze Linguistiche  alla presenza delle rappresentanze delle  Comunità  calabresi Grecaniche Occitane e Arbëreshë. “Questo comitato – ha precisato Spirlì – si adopererà per dare finalmente una svolta decisiva a questo grande progetto, mettendo in campo le giuste competenze e professionalità, per dare le risposte che da troppo tempo questo territorio attende”. In attesa della nuova programmazione del Comeril, anche i Borghi possono attendere? Veramente si può continuare a giocare in questo modo nella gestione della politica calabrese e nella distribuzione dei Fondi europei?

Francesco Rizza 

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