Appuntamento con la storia a Melissa (Kr). L’on Nesci arriva a parlare del Pnrr.

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Appuntamento con la storia che non passa, oggi 29 ottobre, a Melissa. Nella cittadina del Crotonese capitale morale delle lotte per le terre sarà, infatti, commemorato il settantaduesimo anniversario dell’ Ecidio di Fragalà:  epica pagina della storia contemporanea del Crotonese che ebbe conseguenze nella politica nazionale per quella riforma agraria che non poteva più essere rinviata e doveva, quanto meno, distribuire alla popolazione dell’ intero Mezzogiorno italiano le terre del Latifondismo.

 In vero, almeno nel Sud italiano, ad eccezione di alcune zone d’eccellenza, l’agricoltura non è riuscita ancora a raggiungere quelle potenzialità che meriterebbe ma Melissa continua a far memoria della propria storia con una manifestazione pubblica  organizzata anche quest’anno dall’Amministrazione comunale del sindaco Raffaele Falbo.  Il programma della giornata prevede alle ore 10,00 la deposizione di una corona al monumento ai caduti ed alle ore 16,00 una manifestazione pubblica in piazza del popolo.                                                                                     “

“Quel giorno, appena velato dalle nuvole – ricorda il giornalista  Ilario Ammendolia – i braccianti che da qualche giorno avevano occupato i fondi di Fragalà, videro arrivare da lontano gli uomini in divisa e si disposero a semicerchio: le donne ed i bambini avanti, gli uomini dietro. Accolsero la celere con applausi «W la polizia della Repubblica, W i carabinieri della repubblica!».  Spararono! Angelina Mauro doveva sposarsi qualche giorno dopo, trovò la morte sui campi di Melissa e con Lei Antonio Zito e Francesco Nigro. Lucia Cannata lottò per gironi tra la vita e la morte. Zito era poco più di un bambino, aveva appena quindici anni. Compiuto l’eccidio, le forze dell’ordine sparano anche sugli asini, sui barili, sfondarono le sporte. A sera, questo esercito di lavoratori dagli scarponi chiodati, di donne scalze, rientrò in paese, portando i morti a dorso di asino, i feriti legati ai basti, trascinando le armi con cui erano andati a combattere: gli attrezzi del loro lavoro. A Fragalà restarono le prove dei loro “crimini”: la terra liberata dai rovi, ed alcuni alberi selvatici che avevano appena innestato”.                                                                                                                                          

“Anche allora – aggiunge Amendolia –  in Calabria c’erano tanti pregiudicati, per esempio a Cutro, nelle elezioni del 1948, non ebbero diritto di voto 272 cittadini. Erano pregiudicati! Avevano raccolto legna nel latifondo del barone Barraco che circondava il paese. I Barraco erano la legge, i contadini i delinquenti. Dopo Melissa, nel giro di qualche anno, l’esercito dei contadini si trasformò in un esercito di emigranti. Morirono a centinaia nelle miniere del Belgio, nelle fonderie tedesche, sui cantieri di mezzo mondo. Delle rimesse spedite in Calabria dagli emigranti, le banche drenarono il 90% per finanziare il “miracolo economico”.                                                                                      

 La giornata di oggi, per fortuna, non sarà solo dedicata al ricordo. A partire dalle 19,30 la Torre aragonese di Melissa, sede del “Gal Kroton” ospiterà un momento di confronto alla presenza dell’onorevole Dalila Nesci, parlamentare calabrese e sottosegretario per il Sud e la Coesione nel quale sarà approfondito il “ruolo del Gal nella programmazione del piano nazionale della ripresa e resilienza”.

 Negli scorsi giorni, lo steso Gal ha comunicato come è  stata presentata al Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria l’istanza di riconoscimento del Distretto del Cibo “Jonico Silano – le Vie della Transumanza” ai sensi della DGR. N. 282 del 28 settembre 2020. Contestualmente   è stato un L’accordo, che potrebbe produrre novità positive nell’agricoltura crotonese. Hanno sottoscritto l’accordo di Distretto ed il relativo Piano delle Attività 135 soggetti di cui 30 comuni dell’area interna della Sila e della Presila cosentina e crotonese, 78 imprese singole e/o associate, e 27 Enti e Associazioni, rappresentativi dei molteplici interessi, generali e diffusi, dal settore agricolo alla ricerca, istruzione e formazione, ambiente, promozione e valorizzazione del territorio e dei prodotti, presenti all’interno del relativo ambito territoriale”.  

Francesco Rizza

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