48 anni dal ritrovamento dei Bronzi di Riace (RC). Le due statue ancora avvolte nei misteri.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

“Il 16 agosto di 48 anni fa venivano ritrovati, sul fondo del mar Jonio, i Bronzi di Riace, una delle testimonianze più significative dell’arte greca classica che oggi possono essere ammirate al Museo Archeologico di Reggio Calabria. Di quell’eccezionale ritrovamento oggi alla cittadina di Riace rimane poco o nulla, sarebbe allora opportuno che la Regione Calabria si adoperi e si prepari, nei due anni che mancano, a celebrare degnamente il 50esimo anniversario di quello straordinario ritrovamento restituendo in qualche modo a Riace ciò che non ha avuto in questo mezzo secolo”.

E’ questa la richiesta di Marcello Anastasi, consigliere regionale espressione della lista “Io Resto in Calabria” che spiega come la sua  “  non vuole essere una rivendicazione campanilistica, ma solo un invito ad assicurare che “il paese dell’accoglienza” divenuto noto in tutto il mondo, oltre che per i Bronzi, anche grazie all’eccezionale lavoro di inclusione sociale portato avanti dal già sindaco Domenico Lucano, ristabilisca un legame quantomeno virtuale con le due imponenti statue bronzee risalenti alla metà del V secolo a.C”

A 48 anni dal ritrovamenti dei due Bronzi, riportati alla luce dai fondali jonici di Riace dal sub dilettante Stefano Mammoliti, i misteri sulle stesse statue continuano ad affascinare gli appassionati di storia. Daniele Castrizio, professore ordinario di Numismatica greca e romana all’Università di Messina e membro del comitato scientifico del MArRC, il Museo Archeologico di Reggio Calabria, ha formulato una nuova ipotesi sui Bronzi di Riace: erano cinque, e i due ripescati nelle acque di Riace, tra il 21 e il 22 agosto del 1972, facevano parte di un gruppo statuario che rappresentava il momento subito precedente al duello fratricida fra Eteocle e Polinice, fratelli di Antigone, del mito dei Sette a Tebe collegato con quello di Edipo.

L’ipotesi trova fondamento nelle fonti letterarie e iconografiche, e ora anche negli ultimi risultati delle indagini su patine e argilla. Sono 20 anni che il professor Castrizio, collaboratore  dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio, e quanto dice sulle due statue aggiunge fascino alla storia dei due Bonzi. Allo stato attuale delle cose, se la sua teoria fosse vera, sarebbe importante capire dove le tre statue mancanti siano state portate e da chi.  Anche perché per la notorietà dei due Bronzi esposti nel Museo reggino, difficilmente possono essere stati esposti in qualche museo o collezione privata.

Francesco Rizza

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp